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Pubblicato in News, storie dalle missioni

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3 donne indigene, 3 storie

La vita cambiata dall’Amidi, nel cuore della foresta amazzonica

 

 

 

 

 

 

Donna Maria Dos Anjos

Dona Maria è una signora di 62 anni, sposata, di etnia tariana, originaria del villaggio Santa Maria, situato dall´altra parte del fiume, rispetto alla missione. É una donna sempre sorridente e piena di spirito di iniziativa. É già stata in passato presidente dell'AMIDI. Ora è coordinatrice dei Ministri dell'Eucarestia della Parrocchia. É nonna di vari nipoti. Due sue nipoti praticamente le ha cresciute lei (Joyce e Evelyn): il padre delle bimbe ha abbandonato la moglie e le figlie ancora piccolissime. E la mamma di Joyce e Evelyn, dopo solo alcuni mesi, se n’è andata con un militare a Manaus. Maria, nonostante i problemi familiari, non perde una giornata di lavoro, di riunione e di attivitá nei campi, dove le donne coltivano e raccolgono la mandioca per ricavarne il beijú (un tipo di pane azzimo fatto con la farina di mandioca, alimento base degli indigeni).

 

Samila da Silva Fontoura

Samila é una giovane mamma di etnia piratapuia, con 3 figli a carico, avuti da 3 differenti uomini (di cui non si conosce l'identità). Ha avuto un passato difficile, coinvolta in giri poco puliti qui al confine con la Colombia (droga, prostituzione ecc.). Grazie all´AMIDI è riuscita a riscattare la sua dignità di donna, cominciando a lavorare nell´artigianato e nell´agricoltura, producendo in casa succo di açaí e di arancia, che vende di casa in casa o nelle fiere indigene di Iauarêté e di São Gabriel. É una lottatrice, portare avanti la crescita dei 3 figli da sola non è facile, ma anche in questo l'AMIDI l'ha sempre aiutata e sostenuta; per esempio, quando lei scende a São Gabriel per vendere i suoi succhi, altre donne dell´associazione si mettono a disposizione per seguire i figli a casa e nei vari momenti della giornata. Una storia di riscatto, che ci fa dire che questa associazione di donne indigene, pur nella sua semplicità, è una realtà fondamentale per molte ragazze e donne.

 

Adelina Campos Ferreira

La signora Adelina, della etnia hupda, la piú povera della regione, da quando aveva 15 anni vive da sola in una capanna ai margini del villaggio di appartenenza. Non si è mai sposata e non ha figli. Ha perso la mamma al momento della sua nascita e il papà è morto quando lei aveva 15 anni a causa di un morso di cobra. Ora donna Adelina ha 64 anni e nell'AMIDI ha trovato (da 25 anni a questa parte) un luogo pieno di spirito di famiglia, dove lei può mettere a disposizione le sue capacità in ambito di artigianato hupda (che è differente da quello delle altre etnie, in quanto fa uso principalmente di un tukum più scuro, difficile da trovare ai margini del fiume e che si trova con abbondanza all´interno della foresta, luogo dove l´etnia hupda preferisce vivere). Adelina parla poco, da pochi anni ha imparato qualche parola di portoghese, ma in linea di massima parla solo hupda e tukano. Una bella figura di donna semplice, che grazie all'AMIDI è riuscita ad uscire dal suo piccolo villaggio e a scoprire che anche lei ha doti e capacità da mettere a disposizione.

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