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Pubblicato in Giornate Mondiali e Internazionali, News

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9 agosto: Giornata mondiale dei popoli indigeni

Dalle discriminazioni alla rivendicazione dei loro diritti con il sostegno dei salesiani.

 

 

 

 

Più di 370 milioni di persone, distribuite in 90 paesi e riunite in oltre 5000 gruppi distinti: sono questi i dati raccolti dalle Nazioni Unite sui popoli indigeni nel mondo, che rappresentano il 5% della popolazione mondiale e il 15% dei più poveri del pianeta.
Per portare l’attenzione sulla vulnerabilità della loro situazione, il 9 agosto si celebra la Giornata mondiale dei popoli indigeni, proclamata per la prima volta dall’Assemblea Generale nel dicembre 1994.

Il tema del 2017 vuole ricordare il decimo anniversario della firma della Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni. Da molto tempo si discuteva della necessità di regolamentare e tutelare i diritti di tutte le minoranze etniche del mondo, in particolare quello all’autodeterminazione e alla terra.

Sono, tuttavia, evidenti le discrepanze tra quegli ideali e le condizioni effettive di vita che la maggior parte dei popoli indigeni di tutto il mondo è costretta a sperimentare: ingiustizie, emarginazione, povertà sono spesso il denominatore comune delle situazioni che essi devono affrontare, discriminati ed esclusi dai processi decisionali politici ed economici.

 

Per garantire alle popolazioni indigene migliori condizioni di vita e salvaguardare le loro risorse tradizionali e la loro identità culturale, i missionari salesiani sono impegnati da anni in una importante opera di promozione umana e sociale che portano avanti in tutto il mondo con grande tenacia.

 

Nella Patagonia argentina, nella regione aspra e inospitale del Chubut, aiutano i Mapuche a perfezionare le tecniche di allevamento ovino, che costituisce la loro principale fonte di sostentamento, e con varie attività lavorano per la tutela e la difesa dell’ambiente.

Per saperne di più: https://www.missionidonbosco.org/nel-mondo/in-corso/argentina-meseta-del-chubut

 

In Mato Grosso, Brasile, Padre Bartolomeo Giaccaria, che vive tra gli Xavante dal 1952, ha allestito un laboratorio farmaceutico per la produzione di farmaci a base di erbe e piante, indispensabili per curare malattie banali che però mietono ancora molte vittime, soprattutto tra i bambini.

Per conoscere questo progetto sanitario di medicina tradizionale:

https://www.missionidonbosco.org/nel-mondo/in-corso/mato-grosso-brasile