Emergenza Beirut, l’allarme e il soccorso immediato dei salesiani

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Aggiornamenti, 14 settembre 2020

A poco più di un mese dal terribile incidente, i salesiani del Libano ci hanno confermato che è stata assicurata assistenza finanziaria a 19 famiglie siriane, 10 giovani e 3 famiglie libanesi le cui case sono state gravemente danneggiate dall’esplosione. Inoltre sono stati distribuiti, in tre turni, numerosi pacchi di generi alimentari e non alimentari di prima necessità a 165 famiglie: 45 irachene, 80 libanesi, 35 siriane e 5 sudanesi (le famiglie più bisognose sono state assistite più di una volta nei tre round). Presso la guesthouse del Centro Don Bosco Housson sono state ospitate alcune famiglie di rifugiati siriani e iracheni per permettere loro di riparare i danni delle loro case e per offrire un’opportunità ai bambini di partecipare ad attività ricreative e di svago con l’assistenza di animatori/educatori e uno psicologo.

Il 4 agosto la capitale del Libano, Beirut, è stata travolta da una doppia esplosione nelle zone del porto. Molti analisti sostengono sia stata l’esplosione più distruttiva di tutta la storia del Libano, scioccante anche per una città che ha vissuto per 15 anni la guerra civile, bombardamenti e sommosse. Un’esplosione devastante causata dalla detonazione di un’enorme quantità di nitrato di ammonio usato come fertilizzante e per costruire ordigni esplosivi. Un gravissimo incidente che ha provato più di 300 vittime fra morti e dispersi, il ferimento di più di 5 mila persone e il danneggiamento di circa 6.000 edifici.

Secondo Marwan Abboud, governatore di Beirut, sono circa 300 mila le persone che hanno subito importanti danneggiamenti alle abitazioni e che sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Lo scoppio è stato così violento da essere percepito fino all’isola di Cipro, distante 160 chilometri.

Successivamente, nonostante la totale distruzione, sono scoppiate numerose proteste contro il governo accusato di essere responsabile della disgrazia a causa della negligenza nello stoccaggio del materiale esplosivo. L’indignazione dell’opinione pubblica e le molteplici manifestazioni hanno portato alle dimissioni del governo libanese e il diplomatico Mustapha Adib, ambasciatore a Berlino, è stato incaricato di formare il nuovo governo.

Da tempo l’economia del Libano è in profonda crisi e la situazione è peggiorata con la pandemia da coronavirus, soprattutto nell’ultimo mese i contagi sono cresciuti in maniera importante. Gli ospedali sono completamente collassati anche a causa dell’esplosione che ha danneggiato 26 strutture tra ospedali e cliniche, rendendole in grado di operare solo parzialmente, e inoltre sono rimasti feriti circa 2.000 medici. A questo si aggiunge l’intermittente erogazione dell’energia elettrica che provoca costantemente ingenti disservizi e perdite economiche.

I missionari salesiani, presenti in Libano da oltre 65 anni, si sono adoperati subito per rispondere alle numerose richieste di aiuto. Il fondo emergenza di Missioni Don Bosco è stato fondamentale per sostenere i Figli di Don Bosco e per portare avanti la prima assistenza alle famiglie e ai bambini rimasti senza una casa. Rapidità, efficienza e rigore, sono le nostre parole d’ordine per affrontare questi terribili eventi. I salesiani sono presenti in 134 Paesi, nelle situazioni di urgenza e di forte necessità, sono lì e conosco la popolazione. Da sempre, da quando è sorta la prima missione. La capillarizzazione dei missionari e la conoscenza del territorio è un incredibile punto di forza, un requisito fondamentale per esseri celeri e pronti a rispondere a qualsiasi richiesta di aiuto.

Il fondo di Missioni Don Bosco per le emergenze è un salvadanaio di fondamentale importanza. Quando raggiungiamo la cifra totale di ogni singolo progetto emergenziale ci attiviamo per ricaricare il salvadanaio che ci permette di affrontare ogni possibile urgenza. Per esserci sempre, nelle situazioni di bisogno. Le offerte raccolte in questo fondo ci permettono di distribuire rapidamente beni di prima necessità e di salvare la vita di numerosi bambini, giovani e famiglie nei territori colpiti da crisi e catastrofi in tutto il mondo.

Il progetto per fronteggiare l’emergenza consiste nel sostegno a circa 80 famiglie che vivono a Beirut e partecipano regolarmente alle attività dei centri salesiani di Hossoun e Al Fidar, ma non solo. Un progetto di accoglienza per le numerose famiglie libanesi e di rifugiati iracheni e siriani che hanno subito ingenti danne alle proprie abitazioni.

I Figli di Don Bosco stanno inoltre offrendo aiuti alimentari, cure e medicine, oltre ad assicurare assistenza economica a coloro che sono rimasti senza lavoro e assistenza psicologica ai bambini che hanno riportato ulteriori traumi psicologici.

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