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Pubblicato in emergenza, News, Emergenze, venezuela

Strade allegate dall'Orinoco

Emergenza nell’emergenza: in Venezuela straripa l’Orinoco

 

 

 

 

 

 

 

Straripamento di fiumi nell’Amazzonia venezuelana, come nella confinante Colombia. Un affluente dell’Orinoco ha riversato in poche ore una quantità d’acqua che ha invaso i villaggi affacciati sulle rive.

Si tratta di un evento che aggrava l’emergenza di tutto il Venezuela in questo momento storico. Missioni Don Bosco ha ricevuto un appello dal vescovo di Puerto Ayacucho, nel cuore della foresta (si firma proprio come “il vescovo della selva”) che ha attirato l’attenzione su un fatto devastante del quale i media non ci hanno ancora dato notizia. Solamente l’agenzia Sir della Conferenza episcopale italiana ha rilanciato le informazioni provenienti dalla Colombia, non però dal Venezuela: è un indice della grave carenza di reti informative e di soccorso in quest’ultimo Paese.

Mercoledì 1 agosto 2018, il fiume Orinoco aveva una profondità di 17,40 metri a Ciudad Bolívar. Il livello record è stato di 18.04 m nell'agosto 1976, ma un rappresentante autorevole dei popoli indios, Liborio Guarulla (che è stato anche governatore dello Stato), afferma che questo record potrà essere superato. L’evento sta colpendo varie regioni-Stato del Venezuela: Bolívar, Monagas, Táchira e Amazonas. L’innalzamento del livello è dovuto alle intense piogge che cadono quest’anno sul territorio (che si trova nella sua stagione invernale), con un ritmo di crescita 5-7 centimetri al giorno.

Secondo Floodlist già il 2 agosto 2.700 persone risultavano colpite dall’alluvione. I dati aggiornati dopo una settimana parlano di 52mila persone, e la cifra può continuare a crescere fino a 60.000, stimano gli esperti. Il Direttore Nazionale della Protezione Civile ha indicato che nel delta dell’Amacuro più di 2.000 famiglie sono colpite, e che per queste sono stati aperti 14 rifugi. Secondo i media locali, il governo di Caracas tuttavia sta minimizzando la situazione: ha smesso di emettere dati ufficiali, convinto che la loro diffusione darebbe vantaggi agli oppositori politici. Il giornale “La Verdad de Monaga” (al quale siamo debitori della fotografia qui pubblicata) riferisce dei danni materiali e delle migliaia di persone evacuate dalle case invase dall’acqua. 

Il vescovo di Puerto Ayacucho, mons. Jonny Eduardo Reyes Sequera, salesiano, ci scrive:

In questo momento non so nemmeno per cosa potrei chiedere aiuto: non sono scoraggiato, ma sopraffatto dalla situazione generalizzata di calamità e di bisogno.

Oltre alla crisi alimentare e alla carenza di medicine che stiamo soffrendo, ora c'è il problema delle alluvioni. C’è il rischio della diffusione della malaria, ma grazie alla Caritas abbiamo abbastanza medicinali per aiutare la popolazione locale da questa epidemia.

Ci sono molte perdite materiali e una grande paura di altre epidemie dovute alle carenze igieniche. E poi dobbiamo pensare anche oltre l’emergenza sul fronte di salute, del cibo, del recupero delle case, del sostegno agli scolari al rientro nelle scuole a settembre.

Nelle parrocchie continuano per fortuna le attività degli oratori festivi, con un gran numero di bambini, adolescenti e giovani che partecipano ogni giorno”. 

Missioni Don Bosco ha già  da tempo attivato una linea di aiuti  per far fronte alla situazione di emergenza che vive il Venezuela. 

Se vuoi sostenerci puoi donare il tuo aiuto.

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