Emergenza a Uvira, in Congo: l’alluvione spazza via tutto, tranne le epidemie

Emergenza alluvione a Uvira in Repubblica Democratica del Congo

Mentre il #covid19 in Africa da minaccia si sta trasformando in pandemia la città di Uvira, in Repubblica Democratica del Congo, deve fronteggiare le conseguenze di un’altra temibile calamità naturale: l’alluvione. Uvira è tra le 9 principali città del paese per importanza socio-economica e conta più di 1.180.000 abitanti.

Padre André Kazembe, direttore della missione salesiana di Uvira, ci ha scritto per aggiornarci sulla situazione, che è davvero drammatica. Pubblichiamo le parole di padre André perché gli abitanti di Uvira non siano abbandonati a loro stessi e possano ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno. Ogni più piccola offerta confluirà in un piccolo fiume, questo si di natura benigna, che aiuterà i salesiani a sostenere moltissime famiglie e a rimettere in piedi ciò che è andato distrutto. Perché malgrado la missione abbia subito molti danni i salesiani stanno dando tutto l’aiuto possibile alla popolazione, con gli scarsissimi mezzi che hanno a disposizione.

Le parole di Padre André: “Nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 aprile 2020 una pioggia violentissima si è abbattuta sulla zona. L’acqua è scesa come una furia dalla cima della catena montuosa dei monti Mitumba e ha causato danni enormi. I fiumi Kanvimvira e Mulongwe, arcipieni e arrabbiati, hanno travolto lungo il loro passaggio le case, i veicoli e le altre infrastrutture prima di confluire nel lago Tanganica, che a sua volta ha aumentato il suo livello d’ acqua fino ad allagare le abitazioni che erano distanti quasi un km dalle rive del lago. I sopravvissuti sono ora bloccati e temono il peggio perché la stagione delle piogge non è ancora finita.

Le circa 4500 famiglie situate nei quartieri di Mulongwe e Kasenga, dopo aver perso tutto, ogni sera hanno paura dell’arrivo della notte sulla piccola città, che è stata in parte travolta dalla furia delle acque. Tra coloro che sono morti – circa 40 persone hanno perso la vita – i bambini e gli anziani sono i più numerosi. Altri corpi, sepolti sotto il fango, non sono ancora stati trovati. Le famiglie dei senzatetto si sono rifugiate temporaneamente nelle scuole primarie e nelle chiese del luogo. E poiché la sfortuna non arriva da sola, il disastro si è verificato in un momento di confinamento con il pericolo incombente della diffusione del Covid 19. E quando verrà decretata la fine del confinamento gli sfollati saranno costretti a lasciare i luoghi temporaneamente occupati (scuole e chiese). La parrocchia salesiana Beata Anuarite ora ospita circa un centinaio di persone in locali affollati e in penose condizioni igieniche: mancanza di acqua potabile, servizi igienici insufficienti, ecc. E, in queste condizioni, mangiare è un problema, così come la soddisfazione dei bisogni di base: assistenza sanitaria ai malati, coperte, vestiti, ecc. In questo contesto, le malattie trasmesse dall’acqua come il colera devono essere prevenute, l’acqua dei fiumi e il lago Tanganica sono già inquinati.

La città di Uvira è attualmente tagliata fuori dal resto del Paese, dato che i due ponti che ne permettono l’accesso hanno ceduto durante il disastro. La strada Bukavu-Uvira è impraticabile, mentre la frontiera tra Uvira e il Burundi rimane chiusa fino alla fine del confinamento causato dalla pandemia, il che aggrava la carenza di cibo”.

Il racconto di padre André continua ed entra nello specifico dei danni subiti dalla missione:Cinque giorni dopo l’alluvione, il 22 aprile, come al solito al mattino c’era prima una pioggia leggera, poi ondate d’acqua sono scese dalle montagne verso il Centro Don Bosco di Uvira. Per mancanza di un canale profondo ai margini della strada nazionale n° 5 che passa davanti alla nostra casa, le acque si sono abbattute contro il nostro portone. Ne abbiamo immediatamente aperto i battenti, altrimenti sarebbero stati portati via … L’intero cortile della comunità e i laboratori sono stati invasi dall’acqua; la nostra casa è stata risparmiata perché avevamo scavato un canale di protezione.

L’acqua è entrata nel laboratorio di saldatura, danneggiando apparecchi e saldatrici. È entrata anche nel laboratorio di sartoria, dove per fortuna tutte le macchine da cucire erano sui tavoli e non sono state toccate. Nel laboratorio di costruzione i mattoni destinati alla pratica degli allievi si sono disfatti. E alla fine l’acqua ha raggiunto anche il laboratorio di falegnameria. Il cortile è stato devastato e scavato dal passaggio dell’acqua. Parte dei muri di cinta sono stati spazzati via. Molti studenti della nostra scuola hanno perso famigliari, case, oggetti scolastici. Le famiglie hanno perso casa, cibo, vestiti…

In definitiva, il popolo di Dio della nostra parrocchia, e in particolare gli allievi delle nostre scuole, contano sul nostro intervento pastorale; ecco perché ci rivolgiamo a tutte le persone di buona volontà che possono darci una mano per aiutare questa popolazione colpita da questa catastrofe improvvisa.

Da parte nostra ci impegniamo a tenervi aggiornati sulla situazione della missione e del centro professionale ma soprattutto sulle condizioni delle famiglie che andremo ad aiutare ora! Vi chiediamo di unirvi a noi: una donazione  di 20, 30, 50 euro può davvero essere di grande aiuto per questa missione salesiana e i suoi sfortunatissimi parrocchiani. Grazie!

 

Codice emergenza: 24869

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