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Eruzione in Guatemala: la generosità di un ragazzino

 

 

 

 

 

Quel giorno aveva avuto un colpo di fortuna: ciò che guadagnava in qualche ora lo aveva ricevuto in un attimo da un solo acquirente. Per 5 quetzal un giovane gli aveva quasi esaurito la scorta di caramelle e di altri dolciumi di cui Julio José Benjamín Caal Caal fa quotidianamente commercio per strada. Ha sùbito pensato che la sua fortuna fosse da condividere, portando quelle monete al centro di raccolta che il Comune ha istituito nel suo paese, San Pedro Carchá, per soccorrere le vittime dell’eruzione del Vulcano de Fuego.

Vedendo arrivare quel ragazzo di 10 anni, il sindaco dapprima ha sorriso, poi ha capito e accettato con la massima serietà l’offerta, una piccola ma importante goccia di solidarietà nel marasma che stava vivendo la sua gente in quelle ore. Simbolico, certamente, ma proprio per questo da valorizzare.

Il Paese è stato colpito dal maggior evento calamitoso degli ultimi decenni, complicato dall’intensità delle piogge che hanno dilavato i fianchi del vulcano e fatto da lubrificante per far scorrere la lava a piena velocità sui campi e nei villaggi. Questo accadeva il 3 giugno, una domenica da ricordare a lungo. A distanza di quasi un mese, il bilancio dei morti, dei feriti, dei senza tetto è ancora da completare, e ce vorranno almeno altri sei, secondo la testimonianza di p. Giampiero De Nardi, missionario salesiano in una regione più a nord del Guatemala. Anche lui constata una grande solidarietà in atto nel Paese che compensa l’inefficienza dei soccorsi governativi.

Tutte le mattine, il piccolo Julio si fa carico delle necessità della sua famiglia. Ogni giorno porta a casa l’equivalente di 5 euro, una benedizione per chi vive di un’economia di pura sopravvivenza.

“La tragedia dell’eruzione si somma alla già difficile situazione politica e sociale del Paese, e aggrava la povertà e la difficoltà nelle quali si trova la maggior parte della popolazione” hanno dichiarato i vescovi cattolici a poche ore dall’evento. P. De Nardi è ancora più esplicito: “Il Paese è l’unico del Centroamerica ad essersi impoverito negli ultimi anni, con una forbice elevatissima tra i pochi ricchi e i tantissimi poveri. Il governo è in pratica assente, basti pensare che in un territorio ad alto rischio sismico e pieno di vulcani non c’era nessun stanziamento di bilancio per le calamità; hanno fatto una legge ora in pochi giorni. E poi c’è una corruzione elevatissima”.

La Chiesa ha dato il via alle iniziative di soccorso, e così la Caritas ha fatto sorgere un centro di accoglienza a Escuintla, una delle cinque località colpite direttamente dall’eruzione. Tutta la famiglia salesiana si è mobilitata: nella capitale, la parrocchia “Espiritu Santo” ha organizzato a una campagna di raccolta di aiuti, l’Università Mesoamericana è diventata un centro di raccolta di cibo a lunga conservazione e di acqua, le Damas Salesianas hanno sollecitato la loro rete mondiale di solidarietà.

La volontà dei Guatemaltechi di fare ciascuno la sua parte ha coinvolto evidentemente anche i più piccoli. Per questa ragione Julio ha sentito che poteva rinunciare a qualcosa per partecipare al coro: “Quello che ho fatto è stato mettere quei 5 quetzal nel salvadanaio del municipio” ha commentato con disarmante semplicità, “con quella cifra aiuto mia madre a comprare cose per la casa”.

Il sindaco, Erwin Alfonso Catún Maquín, non si è fatto sfuggire l’occasione per far sentire le istituzioni vicine ai cittadini e per premiare i comportamenti virtuosi. E così, viste le condizioni in cui si era presentato il piccolo, gli dato da vestire. “Non immaginavo che facendo una donazione avrei ricevuto molto di più” ha commentato Julio, “ringrazio il sindaco per l’aiuto, e che continui ad aiutare gli altri”.

Il premio maggiore tuttavia sarebbe arrivato di lì a poco: una borsa di studio da spendere all’Istituto Don Bosco. “Ci prenderemo cura anche di Julio” ha dichiarato Doris Guay de Medina, direttrice dell’Istituto che già lo aveva visto fra gli allievi ma senza successo. La scuola si caratterizza per avere le porte aperte verso i bambini bisognosi, e diversi minori godono di sostegni economici pubblici: il sindaco ha garantito quello per Julio.

La madre, Angélica Caal, è commossa: “Ringrazio Dio per il figlio che mi ha dato. È un regalo di Natale, essendo nato a mezzanotte del 24 dicembre. È la prima volta che ricevo questo aiuto. Il sindaco sta dando un’opportunità a mio figlio, e lo ringrazio”.

Da grande voglio fare anch’io il sindaco, e aiutare le persone” ha promesso Julio, che stavolta non dovrebbe farsi sfuggire di mano la sua seconda chanche.

 

 

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