Il pane di Betlemme, un pane di vita

fornobetlemme

La Palestina è stato il primo Paese della regione del Medio Oriente a testimoniare la rapida diffusione del covid-19 e uno dei primi in cui stata deliberato lo stato di emergenza e il successivo lockdown. Il mondo economico, produttivo, commerciale (ad eccezione dei supermercati e delle farmacie), educativo, le attività religiose e ricreative sono state sospese dal 6 marzo 2020. Le necessarie restrizioni hanno devastato l’economia palestinese, già molto debole.

I salesiani di Betlemme hanno lavorato per e con i giovani palestinesi seguendo lo spirito del carisma di Don Bosco fin dal primo giorno dell’emergenza sanitaria. Nel drammatico contesto palestinese la famiglia salesiana ha offerto ai giovani di Betlemme, sia cristiani che musulmani, attraverso le sue varie strutture, un’ampia gamma di attività educative e ricreative, tuttavia la risorsa fondamentale durante i giorni di lockdown è stato il panificio salesiano, un’istituzione chiave per la popolazione di Betlemme.

Il pane è un elemento fondamentale della cucina palestinese, un elemento semplice, ma il cui costo negli ultimi anni si è alzato sempre di più vista la necessità di importare dall’estero farine e materie prime di qualità. Dall’inizio della Seconda Intifada, dagli anni 2000, circa 400 pagnotte di pane al giorno dal panificio salesiano di Betlemme vengono distribuiti gratuitamente, o in alcuni casi con un’offerta simbolica, a famiglie nelle condizioni socio-economiche più difficili. Inoltre circa 2 mila pagnotte vengono prodotte giornalmente e vendute ai clienti del panificio o ai negozi e ai ristoranti locali. Durante i duri mesi della pandemia, in risposta all’emergenza, i Figli di Don Bosco hanno incrementato la distribuzione quotidiana di pane gratuito a famiglie e persone profondamente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia, famiglie che si sono ritrovate senza lavoro e senza stipendio, famiglie che non riuscivano a sfamare i propri bambini.

Grazie alle vostre donazioni, il progetto del forno salesiano di Betlemme , è riuscito a garantire una distribuzione costante di pane alle famiglie più povere, dopo aver collaborato con diversi istituzioni (Women Arab Union, House of Hope, Life Gate) per identificare i beneficiari che vivevano nella situazione socio-economica più grave.

Gli aiuti concreti del panificio salesiano hanno raggiunto 160 persone su base giornaliera insieme a 255 famiglie, 1.285 persone hanno beneficiato del sostegno mensile. Fra i beneficiari giornalieri alcune famiglie sono state raggiunte grazie alla collaborazione di alcune associazioni, come la Casa della Speranza, centro che si occupa di assistenza a persone non vedenti (servizi domiciliari, psicosociali, assistenza sanitaria e formazione professionale), Life Gate, centro di una rete ramificata in tutta la sponda occidentale che va da Ramallah a nord di Hebron e comprende un laboratorio di formazione professionale, assistenza e riabilitazione medica a giovani disabili e infine l’Unione delle donne arabe di Beith Sahour, organizzazione pioniera che mira a sostenere le donne e a difendere i loro diritti con programmi sociali e culturali.

Nidaa Al Sayeh è una delle tante beneficiarie del progetto, lavorava nell’Unione delle Donne Arabe e suo marito faceva il fabbro, una vita molto semplice, ma che permetteva loro di crescere i propri quattro figli. Di punto in bianco, a causa del lockdown, si sono ritrovati senza lavoro e con la paura di non riuscire neppure a trovare cibo sufficiente per un pasto al giorno. Grazie alla collaborazione dell’Unione delle Donne Arabe con il forno gestito dai Figli di Don Bosco di Betlemme, la famiglia di Nidaa è stata inserita nella lista di famiglie più indigenti e in pochi giorni ha avuto la possibilità di ritirare gratuitamente le pagnotte che le spettavano, un aiuto fondamentale per l’intera famiglia.

Il lavoro incessante del forno salesiano non si è fermato nonostante la leggera ripresa economica della città, per questo ancora oggi circa 1.560 kg di farina vengono utilizzati ogni settimana per far fronte all’attuale produzione del forno, oramai diventato un presidio di solidarietà per tutto il quartiere e non solo. Noi di Missioni Don Bosco abbiamo deciso di continuare ad aiutare i salesiani di Betlemme a sfornare sempre più pane per aggiungere nuovi beneficiari al progetto, se puoi, sostienici, vogliamo aiutare concretamente le persone più bisognose!

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