In Congo rinasce la musica tra i giovani

Banda Kiro Don Bosco a Lubumbashi nella missione salesiana

La storia del gruppo Kiro Don Bosco in Congo parte da lontano, precisamente dal 1947, quando nella missione San Francesco di Sales di Lubumbashi (oggi Imara) i salesiani hanno pensato di creare un gruppo giovanile che, seguendo il metodo preventivo di Don Bosco, potesse dare opportunità di svago e di crescita personale a molti giovani attraverso il gioco, lo sport, le attività di gruppo e momenti di riflessione condivisa.

Con l’ascesa al potere di Mobutu e la conseguente “zairizzazione” del Paese, basata sulla volontà di dare un nuovo volto culturale alla nazione promuovendo le tradizioni e le consuetudini locali, il cristianesimo iniziò ad essere fortemente avversato dallo Stato, a vantaggio del tradizionale animismo. La conseguenza fu che molte realtà legate al mondo cattolico furono soppresse, fra cui il gruppo Kiro.

Solo nel 1995 la bellissima esperienza di Kiro – Don Bosco ha potuto rinascere e oggi Père Donatien, il salesiano responsabile del gruppo, segue 75 bambini e ragazzi, divisi per fasce di età: i Bakayouki (10-12 anni), gli Youpi (12-14 anni), i Gen (14-16 anni) e gli Aspirants ( dai 16 anni in su), che si incontrano tutte le domeniche e talvolta anche durante la settimana per organizzare le attività festive in un locale messo a disposizione dalla scuola.

Kiro è una delle pochissime realtà di svago presenti sul territorio e i ragazzi frequentano il gruppo con entusiasmo perché si sentono coinvolti e parte di un progetto, facendosi loro stessi portatori di istanze per nuove attività.

Tra gli aspetti più salienti della cultura e del modo di vivere in Congo la musica riveste un ruolo primario ed è un momento di aggregazione importante per i giovani, ma non solo.

I giovani di Kiro avevano espresso il desiderio di dare vita a una banda musicale che potesse animare le funzioni religiose e partecipare a vari eventi sul territorio. Il fatto che la richiesta sia arrivata dai ragazzi non è di secondaria importanza, significa che il lavoro svolto dai missionari fino ad oggi sta dando i suoi frutti, insegnando ai giovani valori come la collaborazione, la condivisione e l’assunzione di responsabilità.

A Missioni don Bosco era stato chiesto aiuto per poter acquistare gli strumenti a percussione: cimbali, tamburi tradizionali, grancasse, bacchette.

Gianmario Strappati, giovane e talentuoso musicista, è l’ambasciatore di Missioni don Bosco per la musica nel mondo e di fronte a questa richiesta si è speso in prima persona per far sì che questo desiderio di fare musica potesse concretizzarsi.

Gli ostacoli a causa della pandemia sono stati innumerevoli, non ultimo il blocco dei trasporti, che ha ritardato di circa 1 anno la consegna di alcuni degli strumenti musicali, ma alla fine questo progetto è andato in porto.

La gioia e l’emozione dei ragazzi e delle ragazze quando hanno ricevuto i tamburi non si possono descrivere a parole. L’arrivo degli strumenti è stato celebrato con una cerimonia, perché si è ritenuto importante ringraziare i benefattori che hanno permesso che questo sogno si realizzasse e per dare il giusto rilievo a un’attività di cui i ragazzi sono stati i primi promotori.

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