In Etiopia si aggrava l’emergenza silenziosa

Primo piano di una bimba etiope

Le poche informazioni che ci arrivano dal Tigray, la regione dell’Etiopia che confina con Eritrea e Sudan, la più a nord delle tre regioni etiopi, sono preoccupanti. Tra fine novembre e inizio dicembre, gli scontri armati tra forze governative e forze regionali sono stati dichiarati conclusi, ma la situazione è ancora molto tesa.

La complessa situazione politica si aggiunge alla spaventosa invasione di locuste, che ha distrutto ettari ed ettari di raccolti aumentando l’incidenza della malnutrizione, e all’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da covid-19 che, nonostante non si sia diffusa quanto nei paesi europei, ha intaccato le capacità produttive ed economiche del paese.

I primi aiuti inviati da Missioni Don Bosco insieme all’ong salesiana VIS sono iniziati ad arrivare nella regione del Tigray. Cesare Bullo, salesiano in Etiopia da molti anni, con base nella capitale Addis Abeba, ci ha raccontato che le distribuzioni di generi alimentari sono state avviate grazie all’aiuto della Diocesi locale di Adigrat, città situata nella zona del Misraqawi, quasi al confine con l’Eritrea.

Le prime forniture di acqua, farina, biscotti multivitaminici contro la malnutrizione, abiti, saponi e kit igienico sanitari sono già state consegnate a 3.800 famiglie nelle località di Makallé, Adua, Wukro, Adigrat, e Alitena, a famiglie in difficoltà, anziani, donne, neonati e bambini. Ma questi aiuti purtroppo non bastano. I dati dell’Agenzia ONU per gli Aiuti Umanitari stimano in 4,5 milioni le persone che hanno bisogno di sostegno perché vivono in condizioni molto difficili: non hanno cibo, non hanno accesso all’acqua potabile e sono senza servizi igienico-sanitari. L’Oms stima che solo il 22% delle strutture sanitarie sia funzionante.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto, della tua solidarietà per continuare a stare al loro fianco, Missioni Don Bosco e VIS stanno continuando a supportare l’intervento di emergenza dei Salesiani nel Tigray per aiutare la popolazione più svantaggiata. Migliaia di persone hanno abbandonato le proprie case e hanno urgente bisogno di assistenza, soprattutto di cibo e acqua potabile.

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