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Pubblicato in News, Stop Tratta

Immagine ragazzo senegal

La migrazione di ritorno è un’opportunitá da sfruttare

La Cooperazione Circolare, da un’idea di Don Bosco 2000 

 

 

 

 

 

Caratteristica principale dell’organizzazione delle risorse umane di Don Bosco 2000 è che questa si inscrive all’interno di un paradigma denominato Cooperazione Circolare, che mette insieme due concetti fondamentali: Cooperazione Internazionale e Migrazione Circolare, per farne un tutt’uno. La relazione parte dall’assunto di base secondo la quale il processo migratorio non riguarderebbe più solo e soltanto il movimento sud-nord del mondo ma assumerebbe un flusso circolare, per l’appunto. In altre parole, la figura del migrante, associata alla partenza dall’Africa verso l’Europa, nel nuovo paradigma della Cooperazione Circolare si muoverebbe ulteriormente per fare rientro nel proprio Paese. Dunque, il migrante, partendo dall’Africa, approderebbe in Europa (nella fattispecie, nei nostri centri di accoglienza in Sicilia) ove sarebbe formato e informato sui processi di sviluppo possibili nella terra di origine. Spinto dalla volontà di contribuire allo sviluppo locale in loco, farebbe ritorno in Africa per trasferire il know-how acquisito con la formazione europea. 

Da qui, un continuo movimento circolare nord-sud del mondo farebbe dell’originario migrante un “cooperante circolare” accompagnato dall’expertise dei cooperanti italiani espatriati, tradizionale figura della Cooperazione.  Nell’analisi di Don Bosco 2000 del nuovo paradigma, il fenomeno della Cooperazione Circolare potrebbe innestare importanti processi propositivi di mutamento socio-economico, finanche etnografico, mutando l’identità del migrante, tradizionalmente inteso. 

Seguendo questo modello, ad oggi, tre migranti accolti e formati da Don Bosco 

2000, hanno assunto la veste del Cooperante Circolare e si muovono costantemente tra Italia e Africa per la conduzione del progetto pilota (ossia il progetto dell’orto “martire” di Wassadou, quello già realizzato). Presto, partirà il progetto dell’orto di Nettebolou, con la collaborazione di Seny.

 

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