I salesiani in Amazzonia: la missione di don Roberto Cappelletti

Padre Roberto Cappelletti a Iauarete Brasile

L’Amazzonia continua ad essere una delle priorità della Congregazione Salesiana. Siamo determinati a continuare la nostra azione pastorale e missionaria, mobilitando tutte le risorse educative e pastorali tipiche del nostro carisma”, ha affermato il Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime.

I Figli di Don Bosco sono una delle congregazioni con la maggiore presenza nella Regione Panamazzonica: 100 anni, 6 paesi, 250 missionari e 50 comunità salesiane – sono questi i numeri dell’impegno in favore delle popolazioni indigene.

Immaginate delle piccole capanne nel cuore della foresta amazzonica, in un territorio impervio e isolato. Qui risuonano le grida di tantissimi bambini, le ragazze madri vengono cacciate di casa, l’abuso di alcol è sempre più diffuso e i casi di violenza, soprattutto sui minori, sono in forte crescita. Questo è lo scenario di Iauaretê, una realtà molto povera, abbandonata dalle istituzioni, un villaggio del distretto missionario del Municipio di São Gabriel da Cachoeira in Brasile, al confine con la Colombia. Un luogo ai margini della società, raggiungibile solo via fiume in tre giorni di viaggio, a 1.200 km dalla capitale Manaus, dove non c’è l’energia elettrica e l’assistenza sociale e sanitaria sono completamente assenti.

In questa località, don Roberto Cappelletti, salesiano nato in Trentino Alto Adige, missionario in Brasile da 7 anni, è portatore del messaggio di Don Bosco. Padre Cappelletti, sei anni fa si rivolse al Rettor Maggiore per chiedere di essere mandato in missione e, dopo i primi due anni passati in un grande collegio salesiano nel sud del Brasile, chiese di poter vivere al servizio dei più poveri e quindi si spostò in Amazzonia. Si definisce missionario ad gentes: “se dovessi essere chiamato per lavorare in un altro continente o situazione, sarei pronto, perché sono sicuro che ciò che sceglie Dio per me è la miglior scelta che potrebbe esistere! Dio è mio Padre”.

Oggi, don Roberto porta avanti il progetto per realizzare una casa famiglia per i bambini e le bambine dai 3 ai 13 anni. I bambini e gli adolescenti, la fascia della popolazione più penalizzata da queste drammatiche condizioni di vita, vengono abbadonati dai loro genitori e vivono in situazioni di estrema povertà e miseria. Per questo motivo hanno bisogno di un rifugio, un posto sicuro in cui trovare riparo, protezione e amore.

Una missione sul campo che Padre Cappelletti affronta ogni giorno con serenità, umiltà e vocazione missionaria salesiana, sostentendo che “in Amazzonia posso dare un po’ di quello che sono e che ho, ma soprattuto sono qui per apprendere”.

 

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