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Pubblicato in News, missionario, liberia

Missione di Tappita

Liberia: le prime impressioni del nuovo missionario a Tappita

 

 

 

 

 

 

 

 

 Un saluto da Tappita, che è come dire “dai confini del mondo”: è la più classica missione fuori da ogni luogo conosciuto. Questa volta ne vedo una con i miei occhi! Siamo in Liberia, a 400 chilometri dalla capitale Monrovia, in piena foresta.

Sono in un paese sperduto, dimenticato dal Governo locale; speriamo non da Dio. Ultimi 100 km di strada impossibili durante la stagione delle piogge, per settimane i residenti sono tagliati fuori dall'accesso alla capitale. La gente viaggia comunemente con le motociclette Okada, e durante la stagione secca un polverone che ti imbianca come Babbo Natale ogni volta che percorri quelle strade. Nella migliore delle ipotesi 3 ore di sobbalzi prima di arriva alla strada asfaltata e proseguire per altri 300 km fino a Monrovia.

 È un paese dove non arrivano la posta o i giornali, ma questo oggi come oggi non è più un problema grazie a Internet. Un paese dove alla sera puoi contemplare il cielo stellato al concerto dei grilli e dai vari rumori della foresta e (se non dormi) goderti il silenzio assoluto... a parte i galli che cantano a tutte le ore della notte e del giorno.

A Tappita il mercato è una volta la settimana, come il martedì a Cuneo o ad Alba, e la gente converge da tutti i villaggi; occasione per vedere gente e trovare qualcosa in più di quello che trovi normalmente in paese, generalmente poco.

Un paese tipico di campagna (sorry: "foresta") dove la gente sopravvive con l'agricoltura tradizionale, mangia: ma non ha soldi. Un paese dove a tavola prima mangi la soup e poi chiedi che cosa c'era dentro, e scopri che è scimmia, opossum, boa, cervo… insomma tutto quello che corre o striscia.

Tappita ha la luce elettrica, ma la parrocchia non ha mai avuto fondi a sufficienza per piantare quattro pali e tirare i fili fino alla missione, per cui alla sveglia devi superare l'istintivo movimento verso l'interruttore. Devi assicurarti di caricare il computer, telefonino e la pila nelle tre ore in cui fai funzionare il piccolo generatore alla sera, scordarti di tirare la maniglia dopo essere andato in bagno e ricordarti invece di prendere il secchiello.

La parrocchia ha 24 succursali: non so quando avremo finito di visitarle tutte, anche perché le strade non sono diverse da quelle descritte sopra. Alcune sono raggiungibili solo in Okada e solo nella stagione secca. Alcune non hanno visto un prete negli ultimi 3 anni. Ma a tutto ci si abitua!

Qui non abbiamo casa di formazione. Sono con me Albertino e Edwin Tangie, giovani, entusiasti e intraprendenti: sono tentato di dire che fanno tutto loro.

Ricordateci nella preghiera.

Don Riccardo Castellino, sdb

Cod. progetto: 23369

 

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