Missioni Don Bosco. I nostri primi 30 anni

Giampietro Pettenon presidente di Missioni Don Bosco in una missione salesiana in Africa

Esattamente 30 anni fa un  salesiano che si trovava nelle Filippine come missionario, don Pier Luigi Zuffetti, venne incaricato di fondare una ”procura missionaria” anche in Italia, a Torino dove c’è la Casa Madre della Congregazione Salesiana. Le procure missionarie si incaricano di sostenere le opere salesiane sparse nel mondo finanziandole, aiutandole a crescere, valorizzando e facendo conoscere le opere di bene che vengono portate avanti in favore delle persone più svantaggiate.

162 anni fa nasceva la congregazione salesiana: oggi ha più di 3500 case sparse in 134 paesi, ma il dato certamente di cui essere più felici e orgogliosi è il sapere che 15 milioni di bambini, in tutti questi anni, sono stati accolti, curati, accompagnati nel loro cammino di crescita, istruiti nell’imparare un mestiere, sostenuti nel ritagliarsi un ruolo dignitoso nella società.

L’associazione Missioni don Bosco ha percorso un cammino relativamente più breve, essendo nata nel 1991, ma questi 30 anni per noi sono stati ricchi di soddisfazioni,  e anche di qualche difficoltà che abbiamo superato insieme. Ora dobbiamo continuare a coltivare l’entusiasmo degli inizi, forti dell’esperienza maturata sul campo.

In queste tre decadi abbiamo visitato molte missioni e anche alcuni benefattori hanno potuto toccare con mano l’impegno dei nostri missionari. Li aiutiamo a portare avanti i progetti cercando sempre di tenere a mente che il fine ultimo degli sforzi deve essere orientato alla cura della persona, affinché ogni bambino, ogni ragazza, ogni giovane possa crescere in un ambiente sano e con le stesse opportunità di chi ha avuto la fortuna di nascere in un paese ricco.

Mettere al centro la persona, fatta ad immagine e somiglianza di Dio, significa anche valorizzare la comunità di cui fa parte: sono moltissime le missioni che si prendono cura delle popolazioni indigene, dei gruppi emarginati, di chi vive in quartieri poveri e popolosi: a loro in questi 30 anni sono stati rivolti i nostri sforzi e il nostro impegno. Noi abbiamo cercato di supportare, al meglio delle nostre possibilità, ogni singola iniziativa missionaria salesiana che in qualche modo è stata beneficiata dei progetti di cui ci siamo fatti carico.

Anche in questo periodo, così dannatamente complicato da una pandemia globale, Missioni don Bosco continua a finanziare i progetti dei missionari salesiani: significa che voi continuate a credere in Don Bosco, nel suo sistema educativo, nell’aiuto reale e concreto ai più poveri,  e nel valore di ciò che proviamo ogni giorno a costruire. La Provvidenza, quella con la P maiuscola che tanto invocava e a cui si affidava con piena fiducia il nostro caro padre Don Bosco  siete voi benefattori. Abbiamo l’enorme fortuna e al tempo stesso la responsabilità di essere i custodi di una ricchezza che non si può misurare: il bene che è stato fatto, i nostri missionari, le persone che sono state aiutate.

Nel trentennale di Missioni don Bosco il nostro ringraziamento più grande va a chi in tutti questi anni ci ha sostenuto: senza di voi non avremmo potuto aiutare i nostri missionari.

Mi ha colpito molto una foto di due bambini boliviani, la sorella che porta sulla schiena, avvolto in un panno, il fratellino più piccolo. La frase che accompagna la foto recita:

“È pesante?
No, è mio fratello”.

Noi oggi vogliamo festeggiare insieme a voi il nostro trentennale augurandoci di poter essere sempre, noi tutti insieme, per qualcuno il fratello maggiore che orgogliosamente porta sulle spalle il più piccolo non pensando minimamente che sia un peso, bensì una ricchezza da custodire e da aiutare a crescere.

Non mi resta che dirvi grazie con le parole di Don Bosco: “Dio benedica e ricompensi i nostri benefattori”.

 

Giampietro Pettenon, Presidente di Missioni Don Bosco

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