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Pubblicato in eventi, News

Don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore alla mostra Exodus

Mostra Exodus: l'incoraggiamento del Vicario del Rettor Maggiore

 

 

 

 

Saluto tutti voi qui convenuti nella Basilica di Maria Ausiliatrice, in particolare l’Ispettore don Enrico Stasi, il monaco Enzo Bianchi, il Rettore della Basilica don Guido Errico, il Procuratore di “Missioni Don Bosco” Sig. Giampietro Pettenon. Tale mostra ci richiama specialmente il dramma dei migranti.

In occasione della giornata dei migranti e dei rifugiati dello scorso 29 settembre, così Papa Francesco ha scritto: “Conflitti violenti e vere e proprie guerre non cessano di lacerare l’umanità; ingiustizie e discriminazioni si susseguono; si stenta a superare gli squilibri economici e sociali. E a fare le spese di tutto questo sono soprattutto i più poveri e svantaggiati. Le società economicamente più avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che produce la globalizzazione dell’indifferenza”.

In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali”. Si tratta di un nuovo esodo dalle dimensioni bibliche, che coinvolge tutti i continenti e che noi sperimentiamo in modo sensibile e visibile qui in Europa con i respingimenti e i morti nel Mediterraneo.

L’atteggiamento nei loro confronti rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto. Per questo, la presenza dei migranti e dei rifugiati rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi”. Interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi e della nostra crescita in umanità.

In questa Basilica l’ultima domenica di settembre ha avuto luogo l’invio della 150 spedizione missionaria. Il Rettor Maggiore e la Madre Generale hanno consegnato i crocifissi missionari a 36 salesiani di Don Bosco e a 12 Figlie di Maria Ausiliatrice. Da questa basilica, a partire dai tempi di Don Bosco, ogni anno vengono inviati missionari e missionarie per raggiungere i cinque continenti, specialmente i luoghi del disagio, dell’esclusione e dell’emarginazione, quei luoghi che Papa Francesco chiama le periferie geografiche ed esistenziali. Questa basilica è il luogo da cui continuamente salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice inviano missionarie e missionarie ai più poveri

Il quartiere di Valdocco poi è da sempre luogo, in cui la presenza delle povertà si coniuga con l’accoglienza caritatevole dei bisognosi. Don Bosco, il Cottolengo, la Marchesa di barolo, Faà di Bruno e altri santi sociali del ‘800 sono l’emblema di questo intreccio.

Oggi la Basilica di Maria Ausiliatrice qui a Valdocco apre suggestivamente le braccia ad accogliere le povertà di oggi e si lascia interrogare da chi dipinge il dramma degli uomini e donne, soprattutto dei bambini e giovani, costretti a fuggire dai loro paesi per sfuggire conflitti e violenze, povertà, cambiamenti climatici. Questa mostra ci aiuta a riflettere come superare la cultura dello scarto con la globalizzazione della solidarietà.

Sono questi motivi che ci hanno indotto ad accogliere questa mostra qui a Valdocco nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Celebrando l’Eucaristia siamo spinti ad accogliere i poveri. E’ la stessa Eucaristia, ossia il “sacramento dell’altare” che ci spinge verso il “sacramento del fratello”, ossia i poveri. Si, dopo esserci inginocchiati davanti all’Eucaristia dobbiamo chinarci davanti ai poveri.

Ce lo ricorda con parole chiare san Giovanni Crisostomo: “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non trascurarlo quando si trova nudo. Non onorare il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascuri quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità. Colui che ha detto: “Questo è il mio corpo”, è il medesimo che ha detto: “Voi mi avete visto affamato e non mi avete nutrito” e “Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli “l’avete fatto a me”. A che serve che la tavola eucaristica sia sovraccarica di calici d’oro, quando lui muore di fame? Comincia a saziare l’affamato e poi, con quello che resterà, potrai onorare anche l’altare”. È  la stessa Maria Ausiliatrice che ci insegna come essere di aiuto ai bisognosi.

Concludo, ringraziando. Ringrazio tutti voi per la vostra partecipazione a questo evento. Ringrazio il monaco Enzo Bianchi per il commento spirituale a questa esposizione. Ringrazio Missioni Don Bosco e gli organizzatori tecnici per l’allestimento di questa mostra. Grazie.

 

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