“Oggi abbiamo appena ricevuto le chiavi della nostra vita”

Futuri muratori del centro di Bukavu

Cari fratelli e sorelle, la pandemia di covid-19 è arrivata anche a Bukavu, finora in proporzioni modeste rispetto ad altre regioni o paesi. Siamo tutti invitati a osservare bene le misure di barriera e ad avere fiducia nel Signore che ci vuole bene e ci custodisce.

L’anno scolastico 2019-2020 alla scuola dei mestieri di Tuwe Wafundi è stato profondamente sconvolto dall’emergenza covid-19. C’è stata la chiusura delle scuole e il confinamento di 4 mesi. La formazione professionale è stata ripresa in agosto ed è proseguita fino alla fine di ottobre. I tre mesi di stage previsti si sono svolti da novembre a febbraio. Abbiamo scelto come giorno della proclamazione la festa di San Giuseppe, patrono degli artigiani, celebrata da noi il sabato 20 marzo, per rispettare il calendario scolastico.

All’inizio dell’anno di formazione professionale 2019- 20, gli apprendisti erano circa 120, dopo il confinamento e la sospensione delle lezioni, alcuni hanno trovato un’altra occupazione o sono andati a cercarla altrove, per questo sono rimasti in 69. Dopo lo stage, 59 ragazzi e 6 ragazze hanno ricevuto il certificato di attitudine professionale e sono entrati ufficialmente nel mondo del lavoro.

Il 20 marzo, dopo la messa a cui hanno partecipato i finalisti con i genitori, nel piccolo cortile della nostra scuola si è svolta una partita di calcio amichevole tra finalisti e apprendisti attuali. Un rappresentante dei giovani diplomati ha rivolto una parola di ringraziamento al personale della scuola: “Durante quest’anno abbiamo dovuto affrontare diverse sfide, come ad esempio il contenimento dovuto dalla pandemia. Anche noi siamo stati tentati di scoraggiarci, ma Dio Onnipotente ci ha dato speranza attraverso i nostri formatori che senza stancarsi venivano a trovarci a casa, e ci davano sempre la speranza che un giorno avremmo continuato la formazione. Quando in agosto hanno proclamato la fine del confinamento e abbiamo letto il messaggio che ci invitava a riprendere i corsi, abbiamo saltato di gioia. Oggi abbiamo in mano l’attestato, oggi abbiamo appena ricevuto le chiavi della nostra vita. Il buon Dio aiuti i Salesiani di Don Bosco e li colmi di amore perché gli altri giovani che sono in formazione e gli altri che verranno abbiano la possibilità di diventare tecnici utili alla società come lo siamo noi adesso. Mi chiamo Shukuru Remy Justin, attuale autista meccanico degno di questo nome“.

Il Capo Divisione del Ministero Provinciale della Formazione Professionale Arti e Mestieri si è rivolto prima a tutti i formatori e alla direzione del Centro: “Questi ragazzi che avete formato sono un esempio di lavoro qualificato. Siate certi che ci sono molte opportunità per impiegarli. Questi ragazzi diventeranno dipendenti qualificati in aziende o da imprenditori privati. Sono l’orgoglio di tutto il nostro Paese per il suo sviluppo integrale. I ragazzi e le ragazze formati in questo Centro sono tanti mayibobo in meno (nome sprezzante per i ragazzi di strada) in questa città di Bukavu.”

Infine, la giornata si è svolta con la consegna dei diplomi e di un kit di attrezzi di base per i diversi mestieri. Il Direttore del Centro si è poi rivolto ai datori di lavoro, agli artigiani e ai direttori di cantiere che hanno accolto e sostenuto gli apprendisti in stage: “Il Centro Don Bosco vi ringrazia per l’amore concreto che avete dimostrato ai giovani vulnerabili accettando di accoglierli e accompagnarli nel tirocinio da voi. I nostri ex-allievi che hanno trascorso tre mesi con voi ci hanno raccontato: i nostri supervisori ci hanno fatto partecipare a tutte le attività, ci hanno incoraggiato, dato responsabilità, ci hanno permesso di crescere in competenza e saper fare, a volte ci hanno pagato il trasporto, hanno condiviso il cibo con noi… Molti di voi hanno detto di essere disposti a integrare almeno alcuni dei tirocinanti nei loro gruppi di lavoro. Sapete che i giovani a cui abbiamo formato presso la scuola professionale Tuwe Wafundi provengono per lo più da situazioni di precarietà e miseria. Hanno fatto uno sforzo di regolarità per frequentare la nostra scuola per un anno, hanno cercato di essere puntuali e diligenti sul lavoro durante il tirocinio. Non sanno tutto, ma voi stessi avete riconosciuto la loro buona volontà e la loro voglia di saperne di più. Se potete tenerli al lavoro, li aiuterete a crescere ancora di più, a prepararsi a diventare indipendenti e a prendere in mano il loro futuro.”

Anno scolastico 2020-2021

Nonostante la pandemia, l’anno scolastico successivo, concluso il 20 marzo 2021, è stato regolare. Dieci apprendisti hanno trascorso un mese di stage a Butembo (400 km a nord di Bukavu). Hanno imparato a fabbricare e realizzare alcune macchine agricoli (mulini a ciclone per farina di manioca e mais, sgranatrice per mais, mondatrice per girasole). Secondo le prime testimonianze ricevute, hanno stupito i loro superiori con il loro know-how, dopo appena un anno di formazione professionale. Ora produrranno a Bukavu ciò che hanno appreso a Butembo.

Il mese di luglio è stato dedicato agli esami scolastici e alla giuria, un esame soprattutto pratico di fine studi. Gli apprendisti saldatori hanno realizzato porte e finestre in metallo, i falegnami hanno fatto letti e scaffali, gli autisti meccanici hanno eseguito una prova di guida e i muratori hanno fatto un esercizio di cassaforma. La proclamazione dei risultati degli esami e della giuria è avvenuta il 22 luglio 2021: in meccanica automobilistica e in falegnameria una ragazza si è classificata seconda, mentre Il migliore apprendista è stato un muratore che ha ottenuto una media del 77%.

Piero Gavioli
Don Bosco Bukavu

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