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Pubblicato in News, storie dalle missioni

Storia di una mamma in Kenya

come DIVENTARE UNA MAMMA CON l’esempio di Don Bosco

 Makuyu, storia di Kanini

 

 

 

 

Kanini era un’orfana, portata alle nostre suore dalla polizia. Nell’orfanotrofio ve ne erano diverse.

Kanini vuol dire piccolina e Kanini piccola lo era davvero. Era per me una gioia incontrarla. Sorrideva sempre.

Nel nostro orfanotrofio ha completato i suoi studi di scuola elementare e media, poi l’abbiamo iscritta ad una scuola secondaria un po’ più lontana anche perché potesse conoscere altre realtà ed altre persone al di fuori degli ambienti che aveva conosciuti.

Non fu facile aiutarla a portare a termine i suoi studi: orfana e adolescente, sentiva forte il bisogno della mamma. Questa mancanza l’ha portata più volte ad abbandonare l’impegno nello studio.

Ogni tanto le suore la mandavano da me affinché la “scuotessi” un po’. Come potevo scuotere quello scricciolino che non appena mi vedeva incominciava a piangere? Era piena di bontà, ma il desiderio della sua mamma, di sapere chi fosse, se fosse ancora viva e dove vivesse era talmente grande che occupava per intero la sua testa ed i suoi affetti.

Riuscì a ultimare le superiori con reciproca soddisfazione e le trovammo un lavoro. Ma, da sola, si perse... Ritornò a bussare dopo poco tempo. Era incinta.

Ci sono dei momenti in cui vorresti dire basta, ma a noi Don Bosco ha insegnato paternità e maternità insieme. Le nostre suore se ne presero cura, ed una bellissima e piccolissima Kanini-Kanini rallegra oggi la vita di Kanini mamma.

L’abbiamo assunta nella nostra tipografia a Makuyu ed ha uno stipendio regolare. Grazie a questa stabilizzazione ha trovato una stanza nello stesso paese; col suo stipendio paga l’affitto, l’asilo nido per la bambina e tutte le altre spesse di famiglia. È sempre sorridente, e tutte le volte che mi vede mi viene incontro, mi abbraccia e mi dice che vuole farmi vedere la sua bambina. Ogni volta che succede mi vengono le lacrime agli occhi e penso che il Signore è stato tanto generoso con me: mi ha dato tantissimi figli: John, Peter, Kanini… e poi Kanini-Kanini e tanti, tanti altri.

Spesso vengono a trovarmi. Qualcuno solo per stringermi, altri per piangere sugli sbagli della giovinezza avendo la consolazione di poterli raccontare a qualcuno, altri ancora per dirmi che hanno di nuovo bisogno di aiuto. Con questi ultimi, qualche volta vorrei gettare la spugna: ma poi penso alle parole di Don Bosco e mi accorgo che un po’ le sento vere anche per me: “Ti voglio così bene che, se mi fosse rimasto un solo pezzo di pane e nulla più, lo dividerei con te!”.

 

don Felice Molino

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