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Pubblicato in News

Primo piano di un bimbo nella missione salesiana

QUARESIMA 2019: DIGIUNO, PREGHIERA ED ELEMOSINA


 

 

 

 

 

Padre Tomy Augustine, missionario in Nepal

Cari amici,

Tanti cari saluti dall'lstituto Don Bosco Thecho, Kathmandu, in Nepal. Spero che voi and i vostri cari famigliari stiate bene. Scrivo questa letterina per augurarvi una santa e buona Pasqua, e per condividere con voi qualche notizia dei nostri ragazzi. Vorrei ringraziarvi dal cuore per la vostra grande generosità ed aiuto per l'educazione dei nostri ragazzi. Loro sono veramente felici e portano una motivazione forte per studiare. Anche i loro genitori sono contenti che voi avete alleggerito loro, il peso economico dell'educazione dei figli.

Dopo le vacanze invernali, loro sono tornati alla scuola e si impegnano bene negli studi e nelle varie attività e concorrenze della scuola. Durante un picnic che abbiamo organizzato per loro recentemente, i ragazzi hanno visitato il museo militare ed il museo nazionale della
cultura e religione. È stata una bella esperienza per loro. I nostri programmi serali della ricreazione e i giochi e dell'istruzione supplementare continuano . In questi giorni, i ragazzi sono molto occupati nel prepararsi per loro esami finali dell'anno scolastico, e sperano di essere promossi al livello prossimo della classe.

Ogni tanto non riusciamo ad inviare le lettere e le foto dei alcuni ragazzi perché questi ragazzi sono figli dei operai migranti che spesso si muovono a dentro e fuori della città, spostando loro abitazione nel cercare lavoro. Quindi, a volte perdiamo il contatto con loro. Certe volte loro ritornano dove abitavano, dopo qualche mese. Altre volte, per la separazione dei loro genitori, i ragazzi vanno via sia con il papà, sia con la mamma . Comunque, nonostante queste difficoltà e sfide, riusciamo a fare tanto tanto per aiutare questi ragazzi e sostenere loro educazione.
L'aiuto che offrite ai nostri ragazzi è veramente prezioso. Loro possono dedicarsi all'educazione senza appesantire loro genitori.
Concludo augurandovi tanta gioia e pace della Pasqua. Che il Risorto vi benedica, e con vo i tutti i vostri cari. Vi assicuro le mie sincere preghiere e un caro ricordo nella Santa Messa di Pasqua.
Con tanto affetto e stima, Cordialmente nel Risorto,

Padre Tomy Augustine SDB


Don Riccardo Castellino, missionario a Tappita, in Liberia

Cari amici,

Anche la Quaresima, che e’ considerata proverbialmente “lunga”, si sta avviando verso il termine. Mi piace pensare che sia per tutti noi un periodo di arricchimento spirituale che ci aiuta a recuperare il senso e la gioia di vivere. Papa Francesco all’inizio di questo periodo liturgico ci ha invitati a viverla coniugando i tre verbi: Digiunare, Pregare e Fare l’elemosina.

E commenta. Tre verbi indispensabili:

“Digiunare”, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore.

“Pregare” per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia.

“Fare elemosina” per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene.

E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

 

Condivido con voi due eventi che ci portano fuori dal muro di cinta (che non c’e’!) della nostra Missione, allargano un po’ l’orizzonte e ci aiutano capire meglio il mondo in cui opera la nostra missione. Uno di interesse generale e uno del tutto personale.

La cronaca di questi mesi la lascio alla prossima puntata.

  1. Una calamita’ nazionale

I’11 Febbraio in Gboenipea, appena 10 km da Tappita nella nostra Contea di Nimba, il crollo di una galleria nella miniera d’oro, ha intrappolato piu’ di una quarantinta di minatori, sotto una massa di fango e macerie. Solo 5 sono stati recuperati vivi. Altri 12 minatori avevano perso la vita in simili circostanze pochi giorni prima. Fatti simili purtroppo si verificano sovente, non fanno piu’ notizia ne’ suscitano scalpore! Terribile!!! Non so se e quanto questa notizia sia apparsa nei media occidentali.  Purtroppo se qualcosa del genere, o anche di minore entita’, capita in certi paesi diventa notizia per giorni e giorni, ma quando simili eventi accadono in Africa, sovente passano inosservati!!!

La Liberia e’ ricca di risorse naturali: in superfice grande potenziale per l’agricoltura, il legname e la produzione delle gomma e nel sottosuolo minerali preziosi, tra cui oro e diamanti. L’oro nella Contea di Nimba e’ stato scoperto da tanto tempo e l’estrazione e’ sempre continuata nell’arco degli anni. Ma di recente e’ diventata il sogno di tanta gente disoccupata e disperata, una vera “febbre dell’oro”! Per tanti giovani deprivati di accesso alla scuola, della possibilita’ di acquisire una qualifica professionale e trovare un impiego e’ diventato il miraggio per  diventare ricchi in fretta e per gli adulti un modo per sfamare la famiglia senza dover ricorrere a rubare. Purtroppo tutta questa attivita’ di escavazione e’ fatta in modo illegale e senza competenza professionale, per cui i rischi di crolli delle gallerie e di frane causate dall’erosione delle acque piovane si moltiplicano a dismisura.

Il Presidente della nazione ha dichiarato il 18 Febbraio giornata di lutto nazionale. Il Direttore Scolastico ha chiesto per quel giorno la sospensione delle lezioni nelle scuole del Distretto di Tappita. Il 21 Febbraio Papa Francesco ha espresso la sua solidarieta’ alle famiglie delle vittime con una lettera consegnata al nostro Vescovo, che era a Roma in quei giorni. Il 24 Marzo, ritornato da Roma, il Vescovo ci ha fatto visita ed ha consegnato alle autorita’ civili di Tappita la lettera del Papa. Il gesto e’ stato molto apprezzato. Nonostante questi tristi avvenimenti si ripetano continuamente, la necessita’ di sopravvivvere, la speranza di migliorare le condizioni di vita e la forza della disperazione non scoraggiano la gente dal correre qualunque rischio. E’ molto brutto che nel mezzo dell’abbondanza, il povero debba rischiare la vita ogni giorno per un pezzo di pane per se’ e per la famiglia!!!

  1. Una uscita non programmata

 In genere io non mi muovo dalla Missione; non mi piace assentarmi se non per per motivi inevitabili. Da quando siamo arrivati, una volta sola sono uscito dalla Missione per andare agli Esercizi Spirituali. Un giorno l’Ispettore mi telefona chiedendomi se ero disponibile a rappresentare l’Ispettoria ad un Convegno in Nairobi. Dopo avergli espresso le mie perplessita’, ovviamente chiedo di che si tratta. La sua risposta e’: un convegno dell’ACSSA per la Regione Africa! ... mamma mia! E cos’e’ questa fantomatica ACSSA? Mi spiega: Associazione Cultori di Storia Salesiana! Io non ho fatto particolari studi di storia, tanto meno storia salesiana ... cosa ci vado a fare? Tra tanti altri confratelli giovani e piu’ preparati, perche’ lo chiede a me?  Mi dice: “Senza essere uno studioso, tu sei parte della storia della nostra Ispettoria fin dagli inizi.”! A questo punto non ho potuto dirgli di no!

E’ vero, non e’ un merito, non e’ un demerito, e’ un fatto di cui non posso assolutamente vantarmi, ma solo ringraziare il Signore. Tra tutti i Salesiani che hanno lavorato nei 4 paesi della nostra Ispettoria (Nigeria, Ghana, Liberia e Sierra Leone) dagli inizi a tutt’oggi sono meno di una decina che non ho conosciuto o conosco personalmente. Questo vi dice quanto giovane e’ la nostra Ispettoria!!!

In vista di questo diventa evidente quanto sia importante cominciare a mettere insieme la storia degli inizi della nostre opere per tramandarla alle generazioni che seguiranno. E’ stato scritto: “I salesiani sono bravi a fare storia, ma non a scrivere la loro storia”. La storia del passato aiuta a capire il presente e a progettare il futuro. La storia di una persona, di una famiglia, di un paese ne definisce l’identita’e le radici. Per dirla con la terminologia classica: “La storia e’ maestra di vita.” Anche nel lavoro pastorale e di evangelizzazione.

Per dirla in breve: questo convegno si e’ tenuto in Nairobi dal 4-10 Marzo 2019 con 21 partecipanti (Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice) rappresentanti delle varie Ispettorie dell’Africa e Madagascar. Durante il Convegno sono state presentate figure di grandi missionari e pionieri delle nostre Ispettorie, che hanno lasciato traccia dovunque sono passati per la loro santita’, creativita’ pastorale e capacita’ di trasmettere il carisma salesiano in culture molto differenti. E’ importante non dimenticarli, perche’ continuino ad ispirare e guidare il cammino. Non rimpiango di aver lasciato la Missione per  due settimane. Anche questo e’ parte della “missione”.

 Personalmente per me e’ anche stata l’occasione unica per rivedere tanti confratelli che avevo coonosciuto quando il mio servizio di Delegto e Ispettore mi aveva portato in diverse parti del continente Africano. E non solo persone, ma anche ... animali, perche’ non puoi andare in Kenya senza riservare almeno una mezza giornata in uno dei tanti parchi-safari!!!  Di tutto ringrazio  il Signore.

Vi Auguro una Buona Pasqua!

Come sempre: grazie e una preghiera.

Don Riccardo, sdb


Don Giampiero De Nardi, missionario in Guatemala

Carissimi,

Quanto è bella la fede cristiana: la vittoria sul peccato e sulla morte. Anche oggi, crediamo e sappiamo che né il crimine, né la droga, né l'insicurezza, né la violenza avranno mai l'ultima parola nella storia. L'ultima parola è di Cristo risorto, che ha vinto il peccato e la morte.

Il Signore Gesù, non è un ricordo rimasto paralizzato nella storia e nella memoria di alcuni; È uscito vittorioso dalla sua tomba; È uscito dal luogo della morte, del pianto, della sofferenza e della tristezza, in modo da spezzare i legami che ci annullano, paralizzandoci e non permettendoci di trovare risposte alle nostre ferite, lacrime e rotture che, a volte, ci obbligano a realizzare la realtà del vita.

Coltiviamo i segni visibili del risorto nella nostra vita: lo spirito; il perdono dei nemici; solidarietà per coloro che hanno perso tutto e coloro che vivono nelle periferie delle nostre città; l'abitudine a un lavoro dignitoso, con il sudore della fronte; il risveglio della speranza in coloro che sono stati privati della loro libertà e dei sogni di una vita onesta e laboriosa; restituire rispetto e serenità a case dove predomina la violenza, in modo che la vita e la dignità umana siano difese in ogni momento ... cioè, affinché la fiamma della speranza nei nostri cuori non si estingua mai.

Gesù resuscitato, ci impegna a incontrare coloro che nel nostro tempo sono vittime di ingiustizie, esclusione, fame, insicurezza e violenza, e politiche che privilegiano l'accumulo di profitti incalcolabili nelle mani di alcuni, che raccolgono a ogni costo immorali fortune al di sopra del valore della vita, dell'essere umano e della Creazione di Dio.

Gesù resuscitato, ci invita a vivere ogni giorno in comunione con lui e ad apprezzare ora qui e ora la vita abbondante che ci offre e che riceviamo liberamente attraverso la fede.

Gesù resuscitato, ci spinge alla pietà di fronte alla realtà delle migliaia di donne che muoiono ogni anno, vittime della violenza degli uomini, di solito loro partner, e di ragazze, adolescenti e giovani violentati e uccisi da esseri atroci che disprezzano la vita. Gesù resuscitato, ci manda a testimoniare che questa realtà in cui predomina la morte e la vita è diminuita non è, e non potrà mai essere, il progetto di Dio, né risponde alla sua volontà, perché Dio è il Dio della vita, il suo Creatore e difensore, è un Dio di amore, pace e giustizia

Gesù resuscitato, ci chiama alla solidarietà con le vittime e con tutti coloro che subiscono discriminazioni, privazioni, tormenti e morte, i cui diritti sono negati o violati.

Gesù resuscitato, ci incoraggia a sperare contro ogni speranza e a lavorare in modo deciso per una società più giusta, più fraterna ed egualitaria e per un mondo senza violenza e senza morti che potrebbero essere evitate.

Buona Pasqua a tutti e possa il Signore risorto continuare a riempire di benedizioni la vostra vita, i vostri progetti e le vostre famiglie e vi dia la ferma convinzione che la vita è più forte della morte e che non sarà mai sconfitta

Padre Giampiero De Nardi

Don Giampy


Padre Bruno Zamberlan, missionario in Zimbawe

Don Bruno Zamberlan missionario in ZimbaweQuesta mattina, venerdì santo, abbiamo percorso la Via Crucis insieme alla nostra gente. Abbiamo caricato tutte le  atrocità commesse da noi e dai governanti del nostro paese....e di tutti i paesi....per fortuna eravamo in buona compagnia perchè Lui li ha caricati tutti a favore nostro, e continua a farlo.

Dall'Africa, insieme a tutta la mia gente, vi dico grazie per camminare insieme. Vi auguriamo una bella e santa Pasqua insieme.

 Con tutto l'affetto del mondo

Don Bruno Zamberlan, sdb


Padre Roberto Cappelletti, missionario in Brasile

«Noi siamo passati dalla M O R T E alla V I T A perchè amiamo i fratelli... »

La domenica delle Palme nella missione di Iauaretè in Brasile

 


I NOSTRI MISSIONARI - GUARDA IL VIDEO

 

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