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Pubblicato in eventi, News

Giampietro Pettenon a Exodus

Salesiani: “Ci siamo rimboccate le maniche e tentiamo una soluzione”

 

 

 

 

Domenica 27 ottobre 2019

In questa quarta, ed ultima, domenica del mese di ottobre - che Papa Francesco ha definito “Mese Missionario Straordinario” - noi salesiani di Valdocco, attraverso la nostra ONLUS “Missioni Don Bosco” abbiamo inaugurato in questa Basilica di Maria Ausiliatrice la mostra dal titolo EXODUS.

Mostra che voi potete vedere nei grandi teleri che dal portone di ingresso fino alla galleria del retro presbiterio, passando per i due altari laterali di Don Bosco e di San Giuseppe, abbraccia ogni fedele e ci immerge nel dramma della migrazione e dell’esodo dalla propria terra.

L’autore di questo straordinario ciclo pittorico è Safet Zec, bosniaco di Sarajevo che, scioccato dalla foto del piccolo Alan - il bimbo siriano annegato sulla costa greca - che sui giornali tutti abbiamo visto due anni or sono, ha rivissuto il dramma della fuga dalla propria terra durante la guerra dei Balcani.

Nel 2015 proprio in questa Basilica Papa Francesco, che era venuto ad onorare San Giovanni Bosco nel bicentenario della sua nascita, rivolto direttamente a noi salesiani, così ci aveva definiti: “il salesiano o è concreto, o non è… il salesiano davanti ad un problema, riflette brevemente e poi si rimbocca le maniche e tenta una soluzione!”.

Provocati dalle parole del Papa ed avendo ricevuto in quei giorni una lettera da padre Filippo Perin, missionario in Etiopia, che ci raccontava il dramma del viaggio attraverso il Sahara dei migranti dell’Africa sub-sahariana verso l’Europa, noi di Missioni Don Bosco assieme al VIS, un’altra nostra organizzazione salesiana che opera su Roma, abbiamo avviato il progetto STOP TRATTA.

Lo scopo di questo nostro progetto - che ormai ha quattro anni di vita - non è quello di concentrare l’attenzione sul tema dell’accoglienza qui in Italia (che è una emergenza a cui obbligatoriamente rispondere) ma, nello spirito del sistema preventivo di Don Bosco, di impedire che continuino a morire tanti giovani durante il viaggio verso l’Europa.

Noi conosciamo il problema e il dramma dei migranti perché i mezzi di informazione ci mostrano quanto accade nel Mediterraneo, ma quasi nessuno parla dell’inferno cui sono sottoposti questi giovani nella attraversata del deserto del Sahara, dove i morti sono di gran lunga più numerosi che in mare.

Purtroppo alla storia stiamo consegnando due enormi cimiteri di giovani: un cimitero giallo fatto di sabbia nel Sahara ed uno azzurro di acqua di mare nel Mediterraneo.

La risposta concreta di Missioni Don Bosco è stata quella di aiutare le tante opere salesiane presenti in questi paesi africani: in Ghana, Senegal, Nigeria, Liberia, Mali ad ovest ed in Etiopia ed Eritrea ad est, ad avviare una azione di informazione preventiva rivolta ai genitori perchè non incoraggino più i figli a partire verso l’Europa per cercare fortuna. Grazie anche alla collaborazione delle diocesi locali abbiamo finora raggiunto circa un milione di persone, con questa azione informativa sui pericoli del viaggio. La gran parte di questi giovani che vengono dai villaggi isolati delle zone interne della savana africana che partono, non ha mai visto né il deserto, né il mare!

Dopo l’azione informativa fatta a tappeto nel primo anno del progetto, abbiamo avviato azioni formative, corsi di formazione professionale brevi, che diano una minima professionalità ai giovani, così che avendo un lavoro non debbano pensare all’emigrazione dalla propria terra come unica prospettiva per il loro futuro.

Abbiamo finora formato circa 400.000 giovani, e di questi la metà ha avviato una attività economica in proprio: fabbri, falegnami, coltivatori di ortaggi in serra, e per le ragazze: cuoche, sarte, parrucchiere.

Il progetto STOP TRATTA sta continuando, e richiede nuove risorse per andare avanti. Per questo la mostra che Missioni Don Bosco presenta in Basilica sul tema della migrazione e sulla risposta che noi salesiani stiamo dando, che seppur piccola come un granello di sabbia o come una goccia d’acqua nel mare riteniamo vada nella giusta direzione per affrontare il problema della migrazione per motivi economici, è un invito rivolto a tutti coloro che vogliono darci un aiuto.

In questa ultima domenica di ottobre, tutte le offerte raccolte durante le Sante Messe nella nostra Basilica di Maria Ausiliatrice, saranno devolute al sostegno delle opere salesiane che sono attive nel progetto STOP TRATTA di formazione professionale per i giovani dell’Africa sub-sahariana.

Come Don Bosco, anche noi ripetiamo: “Dio benedica e ricompensi tutti i nostri benefattori”.

Grazie.

Giampietro Pettenon

Presidente di Missioni Don Bosco

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