Salvami dalla schiavitù: testimonianze di Vidomegon

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In Benin, le bambine “vidomegon” sono ridotte in schiavitù: questo è il destino di molte bambine e ragazze, trattate come vera e propria merce di scambio. Di fronte alla disperazione e alla povertà, molte famiglie vendono i propri figli, altre li affidano a una tutrice per garantire loro condizioni di vita migliori e l’accesso all’istruzione. Ma non è così. Queste bambine vengono condannate per la vita. Trascorrono il tempo tra le faccende domestiche e il mercato. Stremate da violenze fisiche e psicologiche, magre e con il corpo segnato sono costrette ad un incubo senza fine.

Mi chiamo Sena, ho 7 anni e sono stata affidata da mio padre a una tutrice che mi picchiava selvaggiamente se lavavo male i piatti o se facevo male le pulizie. Riporto per questo, gravi ferite su tutto il corpo. Oggi, finalmente, ho ritrovato la voglia di vivere grazie al Foyer Laura Vicuna delle suore salesiane.

Sono Rufine e ho 12 anni. Avevo 6 anni quando mio papà mi ha portato in città, a casa di una signora. Sembrava molto gentile, ma appena mio papà se n’è andato mi ha ordinato di pulire la casa. Le ho chiesto il perché e Lei mi ha detto che mi aveva comprata e poteva fare di me tutto quello che voleva. Lavoravo sempre, in casa, al mercato. Mi picchiava e mi frustava, per qualsiasi motivo. Avevo paura, mi sentivo sola… passavo le notti a piangere. Poi un giorno, sono entrata nella baracca delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la mia vita è cambiata. Ho ritrovato la felicità, mi sono sentita di nuovo amata e protetta. Ora studio per diventare ostetrica, sono orgogliosa di studiare per costruirmi un futuro. Le missionarie mi hanno salvato, mi hanno donato la vita una seconda volta!

Rita è il nome che mi è stato affidato dalla mia tutrice, ho 8 anni e lavoro presso di lei. Mi picchia, ho ferite su tutto il corpo. Il motivo poteva essere banale come un uovo rotto. Ora sono al Foyer, grazie alla Brigata per la Protezione dei Minori che è venuta a cercarmi a casa. Le suore mi hanno permesso che potrò finalmente andare a scuola.

Ho 11 anni e mi chiamo Jocelyne. Mia zia è venuta a prenderci in Gabon, ha promesso ai miei genitori che saremmo andate a scuola e che tutto sarebbe andato bene. Invece, ero costretta a pulire casa e ad accompagnare mia sorella al mercato a vendere. Ci legava e ci picchiava. Finché mia sorella non è riuscita a scappare e a rivolgersi al commissariato. Ora viviamo al Foyer. Sono tornata al villaggio per incontrare i miei genitori, ma preferisco rimanere dalle suore e finire la scuola.

Mi chiamo Jeannette e ho 15 anni. Sono stata affidata al Foyer perché sono stata vittima di rapimento a scopo di un matrimonio forzato. Una notte sono fuggita dalla casa, dopo essermi fermata un mese e mezzo; sono tornata da mia madre che ha denunciato la questione alla Brigata per la Protezione dei Minori. Ora ho ritrovato la serenità nella mia vita, grazie alle Suore di Maria Ausiliatrice.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice sono un punto di riferimento per la lotta dei diritti dell’infanzia in Benin, il progetto che Missioni Don Bosco ha sostenuto negli anni ha dato grandi risultati, grazie al vostro sostegno.

Leggi anche, 25 Marzo, Giornata Mondiale contro la schiavitù

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