Tre giorni con padre Crisafulli, direttore del Don Bosco Fambul

Gruppo di ragazzi al don Bosco Fambul

Voglio condividere con voi l’esperienza che abbiamo vissuto qualche settimana fa a Valdocco, insieme a don Jorge Crisafuli, missionario in Sierra Leone, venuto a trovarci in compagnia di due salesiani e due laici, uno incaricato della comunicazione nella Procura di Madrid, l’altro un giovane che all’età di 15 anni è stato arrestato solamente perché era un ragazzo di strada ed è stato portato nel carcere di Pademba Road, a Freetown, che ospita più di mille detenuti in condizioni disperate.

Mi ha colpito molto la storia di padre Jorge e il suo spirito missionario: una grande forza e confidenza in Dio. Molte attività della sua missione, Don Bosco Fambul, sono state riorganizzate a causa della pandemia, ma lui non si è mai fermato, né si è scoraggiato, al contrario, ha fatto di tutto per proseguire il lavoro missionario e trovare in questa nuova realtà un motivo di speranza.

Padre Crisafulli ci ha confidato che per lui Missioni Don Bosco non è solo l’associazione che si limita ad approvare progetti e raccogliere fondi per i missionari salesiani in tutto il mondo, Missioni Don Bosco è uno strumento della Divina Provvidenza che si serve di noi per restituire ai più poveri il vero volto di Dio. Come Procura dobbiamo essere un mezzo, non un fine, dobbiamo crescere in convinzione, perché questa testimonianza di don Jorge, da ventisette anni missionario salesiano in Africa, non vada ai margini del cammino, ma possa entrare nel nostro cuore e germinare per diventare risposta al grido dei più poveri.

La sua testimonianza e il suo impegno ci hanno aiutato a capire ancora una volta quando è fondamentale il sostegno ai missionari, il lavoro della Procura Missionaria, quanto è importante essere trasparenti con le offerte ricevute dai nostri benefattori e considerare sempre come primi destinatari dei nostri progetti i bambini e giovani più vulnerabili. Ci ha invitato a continuare a credere al nostro lavoro come un vero dono di Dio. Siamo portatori di un bene trascendente che si traduce in cibo, acqua, e educazione, che restituisce la speranza a tante persone povere che non hanno altre possibilità.

Padre Crisafulli ci ha raccontato inoltre il dolore che ogni giorno vede negli occhi delle prostituite bambine per le strade di Freetown, la capitale della Sierra Leone. Ragazze costrette a vendersi per mangiare e per poter vivere… Il sogno dei missionari di Don Bosco è che queste ragazze recuperino la capacità di sognare un futuro differente: tornare in famiglia, andare a scuola, poter giocare e divertirsi come fanno tutte le bambine e le ragazze del mondo, perché è inconcepibile che delle ragazze così giovani possano continuare a vivere in queste condizioni.

Padre Daniel Antúnez

Condividi su twitter
Twitter
Condividi su facebook
Facebook

RESTA IN CONTATTO CON NOI

Registrati alla nostra newsletter, agli SMS o se vuoi ricevere le nostre comunicazioni cartacee