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Pubblicato in News

mattina all'asilo.jpg

Un aggiornamento dal campo attraverso la voce di don Filippo Perin

 

 

 

 

 

Terminata la stagione delle piogge, ci si prepara per il caldo torrido dell’estate. La regione sta vivendo un periodo “caldo” anche per il fermento politico: dopo un mese di proteste, che hanno avuto il loro cuore nella città di Gambella, è stato rimosso il governatore
 della regione, un nuer, accusato di corruzione, ed eletto Omot Ojullu, di etnia anuak, sul quale sono riposte tutte le speranze di un cambiamento.
Negli scontri a Gambella sono morte diverse persone e la città è presidiata dai
militari. Nei villaggi vige una netta separazione tra nuer e anuak. Da circa due mesi i nuer non possono più uscire dai campi profughi vicino a Pugnido per raggiungere liberamente il villaggio, gli autobus che portano a Gambella sono rigidamente separati – uno riservato esclusivamente ai nuer, l’altro agli anuak.
“La scorsa settimana due abesha che avevano un piccolo bar dove facevano da
 mangiare hanno messo del veleno per i topi nel cibo e hanno avvelenato 
tre anuak”, racconta don Filippo Perin. “Per fortuna non sono morti e per fortuna i due abesha si 
sono rifugiati dai militari, altrimenti avrebbero rischiato la vita, perché la gente era
 pronta a farsi giustizia da sola. Ogni giorno il ragazzo abesha che ci porta il pane per la colazione
 dei bambini mangia un pane a caso davanti ai maestri prima di tutti per paura che siano avvelenati.”
Anche a Pugnido la quiete è interrotta da qualche sparo notturno, da qualche pomeriggio deserto all’asilo o all’oratorio, ma si sono organizzate riunioni per far tornare la pace nel villaggio e hanno avuto un buon esito. Nella diocesi prenderanno a breve servizio due nuovi preti, abba Enoch e abba Joseph, e due nuovi diaconi, Abiot e Dawit, e abba Sandro, di Mantova, dal prossimo autunno sarà prestato per alcuni anni al vicariato: risorse preziose da immettere nelle varie missioni.
 Le attività nella missione di Pugnido proseguono e ogni giorno i salesiano sono pronti a confrontarsi con qualche imprevisto…
“Un leone sta divorando parecchie mucche nel villaggio di Burangher, a 40 chilomtri da qui, perchè non sono arrivate ancora le antilopi nella savana. Le persone del villaggio stanno cercando di difendere il loro bestiame come possono. Anche noi, andando dal villaggio di Two a quello di Burangher, abbiamo incontrato le orme di un leone, su un terreno fangoso, e non
 erano piccole... Da una settimana si è rotto il pozzo principale che fornisce
 l’acqua al villaggio.  Abbiamo ricevuto per ben tre volte i ladri di notte: prima hanno preso
 un inverter dell’impianto fotovoltaico, poi hanno cercato di prendere 
una tv e poi le macchine per il corso di cucito. Siamo andati il giorno
 dopo dalla polizia, ma sono 4 poliziotti in tutto, che  prendono nota e
 non fanno assolutamente niente. Ci siamo attivati noi, assicurando una
 ricompensa per chi ci avesse aiutato a recuperare la refurtiva e dopo
 due settimane abbiamo recuperato l’inverter, che alla fine era 
rotto.”
 Le necessità nelle missioni sono tante, ma l’impegno dei nostri missionari è sempre accompagnato dalla fiducia: un mondo migliore, se ci crediamo, è possibile.


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