Un Natale di luce nelle missioni salesiane del mondo

Natale nelle missioni salesiane di tutto il mondo

Don Felice Molino – Nairobi

“Altro non sono se non quello che sono davanti a Dio” Don Bosco

Questo bambino è nato come Gesù, in una povera capanna. Ha dovuto presto imparare che il cibo è un dono importante e che non è scontato che ci sia sempre. La sua mamma ed il suo papà, come Giuseppe e Maria, sono stati in pensiero per lui, perchè avrebbero voluto dargli più cibo, una migliore accoglienza, un bel vestitino e scarpettine comode, ma… erano nati anche loro così, tanto poveri. Come Maria e Giuseppe in Egitto avevano fatto i rifugiati politici ed economici ed avevano sofferto tanto, sempre con il sogno di una terra e di una casa accogliente che forse non hanno mai avuto. 7.000 bambini ogni giorno muoiono a causa di fame e denutrizione. Con 1,5 € al giorno si sfama un bambino… non lo si tratta da bambino, da Figlio di Dio, ma lo si sfama. Che ne dite? Non lasciamo che ci sfugga l’occasione per fare un po’ di bene e rifiutiamo i ragionamenti egoistici: “Non è colpa mia se loro sono nati così ed io sono nato in un altro contesto…” E’ il ragionamento di chi mette gli occhiali neri per non essere disturbato dalla luce.

Lasciamo che la nascita di Gesù, vera luce, venga a disturbarci un poco e lasciamo che quei 7.000 bambini diventino una abituale, sofferta ossessione. Guardiamoli per quel che sono davanti a Dio: i suoi figli più amati, i prediletti, proprio come Gesù. Sono loro, insieme a tanti altri milioni di bambini, i Gesù di Betlemme, e se li accogliamo, accogliamo Gesù.

Il “Bel Natale!” di quei bambini sarà il nostro BUON NATALE!

Don Felice

Merry Christmas... BUON NATALE

Mons. Luciano Capelli – Isole Salomone

NATALE 2020 AGLI AMICI E COLLABORATORI DELLA MISSIONE ISOLE SALOMONE

A voi tutti un sincero augurio di buone feste Natalizie e un ringraziamento per il vostro sostegno passato, presente e… confido anche futuro. Siamo andati avanti insieme per 20 ANNI CON 20 ORME. Nemmeno il covid e’ riuscito a fermare la nostra ventesima ONDATA di ORME. Ha solo limitato i nostri spostamenti ma non l’opera missionaria-Cristiana-sociale a favore di intere comunita’ bisognose, isolate nel Centro-Sud Pacifico.

Il container di 20 metri e’ arrivato, sta cambiando nave a Honiara e sara’ qui a Gizo in settimana. Lo spostamento del container a Gizo su un’altra chiatta, lo smistamento del materiale nelle varie stazioni missionarie e l’istallazione del materiale la dove essere messo… sara’ una attivita’ costosa, lunga e dura da affrontare… niente paura, ce la faremo.

Ci portera’ tanta luce per ben una decina di stazioni missionarie. “Questo sarà per molti un Natale pieno di luce”.

– I nostri giovani elettricisti sono pronti x il lavoro di istallazione di ben 10 impianti solari di media capacita’ (3.5 kva) ma utilissimi.

– Abbiamo il materiale per completare la chiesa per le tre scuole a Vanga.

– Abbiamo poi materiali per portare acqua: dare da bere agli assetati, dare opportunita’ agli studenti delle scuole per lavarsi (finalmente) le mani e prevenire il covid, mettere in ordine vari servizi sanitari e migliorare l’igiene di vari ambienti scolastici.

– Non mancheranno certissimamente occasioni speciali e l’occorrente per celebrare l’amicizia assieme ai bambini con un buon gelato

– Saranno felici i bimbi, come tutti gli anni, con i bellissimi regali a sorpresa.

– La nuova scuola a NUSA-BOSCO che abbiamo appena completato ed ospita 250 bimbi dalle zone piu’ bisognose di Gizo, verra’ attrezzata con il materiale didattico in arrivo donato da vari amici impegnati (lavagne usate in ardesia incluse)

E’ vero: ci mancano i Volontari per la prima volta in 20 anni (per Franco e Maddalena sarebbe stato il 18mo Natale qui con noi) Vi sentiamo vicini anche se ci mancherete specialmente la notte di Natale per il presepio vivente… e non solo.

L’eta’ avanza, siamo a quota73, il lavoro aumenta ma non molliamo finche’ possiamo, sono gli ultimi due anni… teniamo duro insieme, c’e’ ancora molto da fare.  AUGURI…

Padre Luciano Capelli

Abba Filippo Perin – Lare

Carissimi amici, come state? Spero bene, siamo ormai vicini a Natale. Quest’anno festeggeremo due Natali, Lare e’ proprio sul confine con il Sud Sudan e la maggioranza della gente qui festeggia il 25 dicembre, ma per la Chiesa Cattolica in Etiopia, visto che seguiamo il calendario dei cristiani Ortodossi, il Natale sara’ il 7 gennaio, percio’ faremo due Natali.

E’ dall’inizio di novembre che in Etiopia c’e’ una guerra civile in corso, tra una milizia militare e il governo centrale nella regione del Tigray, al nord del paese al confine con l’Eritrea. Dopo vari scontri armati e la conquista della capitale delle regione Makelle, da parte del governo, non si hanno piu’ notizie certe, si dice che i capi della milizia si sono rifugiati nelle montagne oppure sono fuggiti in Sudan, ci sono ancora molti scontri armati tra le opposte fazioni, il numero delle persone che fugge in Sudan aumenta di giorno in giorno per questo. Le comunicazioni sono tagliate, ma in questi giorni il governo ha dato il permesso di aprire dei corridoi umanitari per portare alle popolazioni in difficolta’ viveri e medicine.

Ogni giorno cerchiamo di avere notizie da quella parte dell’Etiopia e preghiamo perche’ questo conflitto possa cessare per dare spazio al dialogo e alla pace, soprattutto per chi sta soffrendo di piu’, la gente piu’ povera.

Qui a Gambella, come nel resto dell’Etiopia, la situazione e’ tranquilla, per Natale avremo la visita del nostro nuovo Vescovo mons. Roberto alla nostra parrocchia di Lare. Siamo molto contenti per questo e stiamo gia’ preparando una bella accoglienza.

Iniziaremo il pomeriggio della vigilia, tutti i cori giovanili delle varie chiese di Lare, la nostra e quelle protestanti, andranno in giro per il villaggio cantando e annunciando che Natale e’ arrivato, poi ci troveremo tutti in una chiesa per una preghiera comune. Poi noi torneremo nella nostra chiesa per la Messa di Natale della vigilia in serata, presieduta gia’ dal nostro Vescovo, che in questi giorni si sta esercitando nella lingua nuer.

Il giorno di Natale, la solenne Messa alla mattina, con battesimi e comunioni e tanti canti e danze, poi all’aperto l’accoglienza e la conoscenza reciproca dei vari gruppi al nuovo Vescovo e infine un bel pranzo natalizio per tutti, polenta e carne di mucca. Al pomeriggio tornei con i vari gruppi giovanili.

Che atmosfera c’e’ qui a Natale?

Qui non c’è la neve, nessuno l’ha mai vista, le temperature in questo periodo stanno raggiungendo i 40° durante il giorno e scendono di notte solo… fino a 24°, la minima.

Qui non esiste Babbo Natale, nessuno sa chi è, ne cosa fa in questo periodo, anche perchè pochi hanno i soldi per fare dei regali.

Non c’è neppure l’Albero di Natale da addobbare, anche perchè non ci sono alberi da comprare o togliere e portarsi a casa, la poca legna che c’è viene usata per fare il fuoco per fare da mangiare, siamo nella savana e non c’è il gas o la luce.

Il Comune non addobba le vie del villaggio con luci o altre decorazioni perchè non c’è la luce e non c’è il Comune.

Non esiste il Presepe, qui non hanno questa tradizione di fare quella piccola rappresentazione della nascita di Gesù bambino perchè qui non vendono le statuine e non c’è il muschio.

Non c’è neppure il cenone della vigilia di Natale, ma solo nel giorno di Natale, nella nostra parrocchia dopo la Messa, un bel piatto di polenta e un pò di carne di mucca, che la sera prima abbiamo preparato e cucinato.

L’unica cosa di cui siamo sicuri che ci sara’, e’ l’arrivo di Gesù bambino. Ogni anno Gesù nasce qui da noi, non solo a Natale, ma innumerevoli volte nei tantissimi bambini che ci sono qua. Basta saperlo riconoscere.

Un augurio di cuore a tutti voi di buon Natale da parte della nostra comunita’ di Lare e da parte mia.

Con affetto, Abba Filippo

Padre Giampiero De Nardi – San Benito

Anche quest’anno siamo giunti al Natale. Da un mese sono stato nominato dal Vescovo, delegato per tutta la pastorale sociale del Vicariato. Un incarico che significa soprattutto farmi carico delle tante situazioni di dolore e povertà che vive la gente del Petèn. Tanti drammi a cui come Chiesa siamo chiamati a rispondere con tante iniziative di solidarietà e assistenza, di ospitalità e accoglienza. C’è sempre molto da fare, ci sono tante sofferenze da lenire e problemi da risolvere.

Oggi mi hanno chiamato dalla procura per i diritti per sapere se potevamo fare qualcosa per aiutare due villaggi. La polizia civile li ha sfrattati dal luogo in cui vivevano perchè lo avevano occupato abusivamente… Non voglio scendere nei discorsi se avevano ragione o torto ad occupare un terreno di altra gente… se sia giusto che in Guatemala ci sia gente che possegga varie “caballerias” (la caballeria è un’unità di misura… corrisponde a circa 64 ettari) e che ci sia gente che non abbia neanche un fazzoletto di terra dove poter vivere…

Però credo sia giusto pensare a tutti volti di quelle persone… i volti dei 200 e più bambini senza un tetto dove dormire (una comunità è stata ospitata nella chiesa di un villaggio… l’altra sta dormendo per strada)
Le autorità civili se ne lavano le mani, soprattutto durante le feste… dove, a detta loro, non hanno il personale per poter fare qualcosa. oggi gli daremo un po’ di cibo e vestiti.

Oggi mentre celebravo la messa mi sono ricordato di Don Alfonso Alfano, un santo sacerdote che ha speso la sua vita per i poveri e i bisognosi. Quando seppe che andavo in missione si è fatto 200 km in macchina per poter partecipare alla mia ultima messa in Italia e farmi da “chirichetto” come io facevo con lui da piccolo.
Le sue ultime parole dopo la messa sono state. Giampiero intraprendi un cammino difficile. Stare con i poveri è difficile, sarai un incompreso perfino dai tuoi stessi confratelli. Ricorda che una volta che fai posto ai poveri nel tuo cuore, non potrai più tornare indietro… Quando Dio entra nel cuore di una persona, non puoi più farlo uscire.

Il Natale è la festa del volto di Gesù che gioca a nascondino nel volto dei poveri… dei tanti volti sfigurati che incontriamo continuamente lungo la strada… dei migranti e rifugiati, degli anziani e delle vedove, degli orfani e dei tanti malati, ma Natale è anche il giorno in cui Dio è venuto a fare “tana libera per tutti”, è anche il giorno in cui ci assicura che il nostro batterci per un mondo di giustiza e di pace non è una pura utopia, ma un suo disegno.

Buon Natale a tutti

Don Giampy

Auguri di Padre Ghislain
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