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Pubblicato in News, Progetto, Stop Tratta

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Un orto per Adama, Jeronime, Maxime e Doudou

Un piccolo progetto agricolo per combattere l’immigrazione e gridare forte STOP TRATTA

 

 

 

 

Immaginate un luogo inospitale, arido, che viene inondato durante la stagione le piogge per poi ritornare ad essere brullo e improduttivo. La regione di Tambacounda è una delle più povere del Senegal, ma non detiene solo il primato nazionale di miseria e disoccupazione: è anche uno dei crocevia del traffico di essere umani che dall’Africa subsahariana tentano il viaggio verso l’Europa. La Famiglia Salesiana è presente a Tambacounda con una presenza missionaria e con un piccolo ufficio progetti aperto recentemente da Don Bosco 2000, un’associazione che si occupa di migrazione in Italia e di prevenzione alla migrazione in ambito internazionale, collaborando strettamente con noi di Missioni Don Bosco e il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) nell’ambito di Stop Tratta ). Lo sportello recentemente avviato lavora come centro di educazione e professionalizzazione, sviluppo di realtà di coworking e di micro-imprenditorialità giovanile in ambito turistico, artigianale e agricolo, creando cioè concrete occasioni occupazionali. Noi di Missioni Don Bosco abbiamo deciso di sostenere un loro progetto messo a punto per Stop Tratta, un’iniziativa piccola ma estremamente concreta che coinvolge in prima persona 4 ragazzi della zona, potenziali migranti -  Adama, Jeronime, Maxime e Doudou, i quali lavoreranno per la realizzazione di un orto insieme ad un altro giovane: Seny Diallo. Una figura fondamentale, la sua, trattandosi di un migrante di ritorno che è stato coinvolto nell’ottica di un protocollo operativo messo a punto da Don Bosco 2000. Si chiama Cooperazione Circolare, e prevede il coinvolgimento di migranti rientrati nel Paese d’origine come tutori nell’ambito di iniziative contro la tratta . Il progetto prevede l’avvio dell’orto attraverso la preparazione del suolo, la semina e la coltivazione. Presso l’appezzamento, che è di proprietà di Adama, verrà inoltre scavato un pozzo indispensabile per l’irrigazione. Seguirà la commercializzazione delle verdure (gombo, pomodori e peperoncini e ulteriori ortaggi locali) presso i mercati della zona.
I ragazzi coinvolti sono stati scelti in base a caratteristiche precise: Jeronime e Maxime hanno frequentato un corso di formazione agricola del VIS; Adama è il proprietario del terreno, nel villaggio di Nettebolou, su cui verrà realizzato l’orto, Doudou è un esperto contadino, Semy è estremamente motivato a fornire agli altri una chance per rimanere in Senegal. Hanno tutto il futuro davanti e hanno il diritto di viverlo al sicuro nella loro terra, al fianco dei loro affetti. Per farlo, hanno bisogno di un pozzo (il costo è quello approssimativo di 5.500 €, perché può variare a seconda della profondità di perforazione) e di pannelli solari attraverso i quali fornire energia elettrica alla pompa idraulica (ciascun pannello ha un prezzo unitario di 160 €); di un kit di attrezzi quali zappe, carriole, rastrelli (per una spesa complessiva di 129 €) e di un capanno in cui conservarli (760 €).

Una piccola donazione di 10, 20, 50 € può fare davvero la differenza per Maxime, Adama, Semy, Jeronime, Doudou, Seny! Aiutaci a portare il futuro nel villaggio di Nettebolou!

 

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