Viaggio in Cina: la cultura della differenza

La Cina una cultura differente

Cari amici siamo arrivati in Cina. Questa volta non posso fare alcun nome di città o località che abbiamo visitato e nemmeno i nomi delle persone che abbiamo incontrato. È meglio essere prudenti e non mettere in pericolo la presenza e il lavoro di questi nostri fratelli che con tanto sacrificio e dedizione vivono e operano nella terra esplorata da Marco Polo.

Siamo stati in tre diverse parti del grande paese, non solo nelle città ma anche nei territori circostanti. Questo ci ha dato la possibilità di verificare direttamente e abbastanza approfonditamente la situazione nella quale il carisma del nostro Padre fondatore trova incarnazione con modalità inedite, spesso precarie e ancora in forma embrionale.

Faccio alcune premesse per esprimere poi una valutazione sull’operato dei nostri fratelli in Cina.

L’impressione che si ha, arrivando per la prima volta, è che la Cina non ha bisogno dell’occidente e da questo non dipende. La qualità dei servizi pubblici è molto elevata. Viaggiare in aereo, treno, metro, autobus o automobile rasenta una qualità paragonabile a quella dei paesi del nord Europa. Tutto pulito, nuovo, funzionante, tecnologicamente avanzato, molto! Peccato che Google non funzioni… questo già dice qualcosa di quello che manca in questo paese: la libertà. Il controllo sulla popolazione è pressoché totale. Come facciano a tenere sotto controllo più di un miliardo e mezzo di persone, anche questo è un primato che detiene la Cina. Purtroppo.

Una massima di Confucio recita: “Non spazzare la neve dal cortile del tuo vicino, affinché questi non pensi che vuoi rubargli la proprietà”. Sentendola mi è venuta in mente subito la parabola del buon samaritano: “Lo vide, gli si avvicinò, gli fascio le ferite…”. Ecco in sintesi quello che ho colto di diverso fra noi cristiani del mondo occidentale e la cultura e la società cinese. Per il cinese, farsi gli affari propri, sempre e dovunque, è un principio basilare. In Cina hanno tutto ma gli manca la gratuità e la disponibilità ad accogliere un gesto d’amore gratuito. Se mi fai un favore, cosa vorrai in cambio? Come vorrai essere ripagato? Questo modo di pensare applicato alla vita quotidiana assume conseguenze terribili. Non che il nostro mondo occidentale sia fatto di buoni samaritani… non sono così ingenuo… ma è certo che l’esperienza cristiana ha profondamente inciso nel pensiero e nel giudizio sull’uomo europeo e sul suo operato.

Allo stato cinese non importa tanto chi sei, ma cosa fai. È molto interessato a controllare l’operato di tutto e di tutti. Che tu sia cristiano, taoista, mussulmano, buddista o non creda in nulla, non è importante per lo stato. L’importante è che tu non pensi di organizzare qualcosa partendo dalla tua esperienza di fede, senza averlo preventivamente chiesto al governo, ed ottenuto l’autorizzazione; anche solo per celebrare l’Eucaristia. È questo un terreno di scontro molto forte con la Chiesa cattolica perché noi cattolici non ci accontentiamo di officiare il culto cristiano. La nostra fede ci spinge ad operare concretamente per gli altri. Negli altri noi vediamo Gesù, e Gesù ci ha insegnato ad essere dei buoni samaritani con i fratelli nel bisogno…

Ma non ci è permesso di fare praticamente nulla per i giovani, perché la loro educazione è prerogativa dello stato. Pensate che esiste per legge il divieto di ingresso in chiesa ai minori di 18 anni. Il minore non può essere avvicinato ed educato alla fede cristiana. Se vorrà essere un cristiano lo potrà scegliere lui quando sarà adulto. Sembra così assurdo, ma purtroppo è la cruda realtà.

Stanti queste condizioni previe: un paese che ha tutto (o quasi), in cui non esiste libertà, dove il fine individuale del successo personale giustifica i mezzi per raggiungerlo, in cui i giovani sono inavvicinabili per legge… che cosa ci stiamo a fare?


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